Il Noe sequestra centrale a biomasse a Tricase per molestie olfattive

Un intero impianto di produzione di energia elettrica che utilizzava, per alimentare il motore di generazione, fonti rinnovabili quali sansa di frantoi, letame ed altre matrici organiche simili è stato posto sotto sequestro preventivo a Tricase in provincia di Lecce.

Il provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Lecce dott. D’Ambrosio su richiesta del pm dr. Alberto Santacatterina della Procura di Lecce titolare del procedimento è stato eseguito dai Carabinieri del NOE di Lecce.

Le attività ispettive condotte dai militari del Comando per la Tutela Ambientale di Lecce, iniziate verso la fine dell’anno 2019 anche con la partecipazione del Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL e di ARPA Puglia, hanno permesso di accertare che l’intero impianto era stato realizzato e avviato in assenza della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera così provocando odori, gas e vapori talmente forti da molestare gli abitanti delle immediate vicinanze.

Inoltre, durante le verifiche, effettuate anche con sistemi di videosorveglianza, si è scoperto che i residui prodotti nella gestione della centrale, ed in particolare il refluo ed il digestato solido derivanti dalla fermentazione delle matrici organiche, venivano illecitamente smaltiti in alcuni terreni agricoli.

I militari hanno sequestrato un’area, comprensiva di tre grosse vasche di digestione anaerobica, filtri e impianti tecnologici, insistente su una superficie di circa 10.000 mq.

Il titolare e l’amministratore della società sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di gestione illecita di rifiuti speciali, emissioni in atmosfera non autorizzate e getto pericoloso di cose. Valore del sequestro ammonta a circa 1.500.000 Euro.

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