Emergenza acque reflue. Multe UE: tre casi in Puglia

Ottanta casi in tutt’Italia, di cui 24 nelle regioni del Sud: l’emergenza raccolta e trattamento delle acque reflue continua.

A causa di tale situazione,

che provoca gravi rischi alla salute umana e all’ambiente, la Commissione europea ha deferito per la seconda volta l’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue per la mancata esecuzione di una sentenza del 2012 in cui le autorità italiane erano state diffidate per non aver provveduto in modo adeguato alla gestione delle acque reflue urbane in 109 città, centri urbani e insediamenti.

In quattro anni sono stati adeguati solo 29 casi su 109, per questo la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia Ue di comminare all’Italia una sanzione forfettaria di circa 63 milioni di euro, oltre a una sanzione giornaliera di circa 350mila euro qualora la piena conformità non sia raggiunta entro la data prevista dalla sentenza della Corte.

Le regioni del Sud, dove ci sono inosservanze da sanare, sono la Calabria con 13 casi, la Campania con 7 casi, la Puglia con 3 e l’Abruzzo con un caso.

“Il provvedimento della Commissione Ue – ha commentato l’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini – testimonia, ancora una volta, come il governo Renzi sia stato solo una grande farsa propagandistica che non si è occupato delle vere emergenze e problemi dei cittadini ma si è dedicato a tutt’altro. Inoltre, va evidenziato che un’altra conferma di inefficienza l’abbiamo avuta dai governi regionali che, nelle quattro regioni succitate, sono tutti a guida Pd.

C’è da chiedersi chi risponderà per i danni di questo malgoverno e chi si assumerà la responsabilità di non aver tutelato la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino, considerato che le acque reflue non depurate possono essere contaminate da batteri e virus nocivi e rappresentano pertanto un rischio molto serio.

Va anche sottolineato – ha aggiunto l’eurodeputato M5S – che a pagare le sanzioni economiche della Ue saranno sempre e soltanto i cittadini. Com’è noto le multe, che verranno comminate all’Italia, ricadranno sulle Regioni inadempienti che di conseguenza ridurranno le risorse destinate ai bisogni della collettività.

Come Movimento 5 Stelle – ha concluso Pedicini – continueremo a denunciare tali situazioni e pungoleremo le autorità competenti in tutte le sedi, presentando le nostre proposte. Non possiamo accettare che in Italia si continuino a gestire le criticità facendole diventare emergenze e sempre dopo che hanno già provocato danni”.

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