Dal Carrierismo alle dimissioni di massa. Fuga dei giovani dal mondo del lavoro

Giovani in fuga dal mondo del lavoro. Potrebbe sembrare un paradosso in un paese con indici di disoccupazione a due cifre. Eppure la tendenza c’è e si sente.

Ne ha discusso questa mattina Manageritalia Puglia, Calabria, Basilicata, con una tavola rotonda a margine dell’assemblea ordinaria svoltasi a Villa de Grecis, a Bari. Work life balance, equilibrio tra lavoro e vita privata: è un momento di profondo cambiamento nelle imprese. Un cambiamento cui la pandemia ha fatto da detonatore accelerando una tendenza già in corso. “Si sta passando da un esasperato carrierismo alla rivalutazione del benessere e della vita privata – ha detto Giuseppe Monti, presidente di Manageritalia Puglia, Calabria, Basilicata – chi ha già un lavoro vuole farlo in un ambiente accogliente che gli permetta di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Il primo obiettivo da raggiungere non è più lo scatto di carriera o l’aumento retributivo. Bisogna considerare, però, che il nostro Paese ha un tessuto di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, con una struttura ben diversa rispetto a grandi aziende e multinazionali”. La tavola rotonda è stata moderata da Domenico Fortunato, vicepresidente di Manageritalia Puglia, Calabria, Basilicata . “La fascia di età più coinvolta da questa tendenza – ha detto – è quella tra i 26 ed i 35 anni (70%), seguita dalla fascia 36/45 (51%). Le figure professionali in cui è più avvertita la propensione alle dimissioni volontarie sono impiegati e tecnici specializzati, con una anzianità di servizio che non supera i 5 anni”. Francesco Amendolito, presidente Aidp Puglia (Associazione italiana per la direzione del personale), ha confermato che i protagonisti di questo cambiamento sono soprattutto i giovani. “Dobbiamo capire – ha sottolineato – che per le organizzazioni aziendali è arrivato il momento di iniziare a pensare a come cambiare il modo di fare impresa; in questo processo serve anche il contributo del legislatore”. “Un trend – ha sottolineato Antonella Portalupi, vicepresidente di Manageritalia – che all’estero era già presente da tempo e che in molti casi ha dato risposte alle richieste che ora emergono in Italia. È necessaria la trasformazione della cultura dell’impresa e certamente bisogna tenerne conto. Un sindacato come il nostro, però, non deve perdere di vista la tutela collettiva”.

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