Buona Scuola. Corte Costituzionale: illegittime due norme sull’edilizia scolastica.

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime due norme della legge sulla Buona scuola

: quella che affida competenze statali in un ambito come quello dell’edilizia scolastica e gli interventi di riqualificazione architettonica, impiantistica e tecnologica, senza prevedere che la ripartizione delle risorse sia fatta sentita la Conferenza unificata Stato-Regioni; e quella sull’individuazione degli standard strutturali degli asili nido, su cui pure la Corte ha riconosciuto una competenza regionale.

“La sentenza della Corte – ha dichiarato Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia – rappresenta l’ennesima sconfitta, un’ulteriore mazzata a una riforma che è nata male e sta finendo peggio, che si sta sgretolando sotto i colpi dei ricorsi, prima quelli dei docenti trasferiti senza un criterio logico a chilometri da casa, poi quelli delle Regioni, Puglia in testa, come in quest’ultimo caso. Una riforma che era stata presentata dal Governo nazionale come una rivoluzione copernicana del sistema e che invece verrà ricordata negli annali della storia della scuola, ma in negativo. Una riforma-sciagura che ha penalizzato migliaia di lavoratori e di docenti e inferto un duro colpo alla qualità dell’offerta formativa, in particolare nel Mezzogiorno e in Puglia”.

“Oltre al danno – chiosa Verga – rischiamo una clamorosa beffa. La Puglia è già stata la regione d’Italia più colpita dalla riforma, ritrovandosi con un deficit di organico di circa 500 docenti. La sentenza della Corte Costituzionale potrebbe, a questo punto, bloccare parte degli interventi di riqualificazione di tanti istituti scolastici pugliesi che erano stati già programmati nei mesi scorsi, costringendo studenti, docenti e personale della scuola a continuare a lavorare in edifici fatiscenti o addirittura pericolanti. E’ il momento di dire basta alle riforme spot, ma di ragionare seriamente sul futuro della scuola, un futuro che non può prescindere da investimenti concreti, sia dal punto di vista infrastrutturale che sul personale, specialmente al Sud”.

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