Associazione Grande Salento su depuratore:”…i sindaci si sono arresi”

Dopo una attenta lettura del documento firmato il 4 Agosto scorso a Bari al termine della riunione che si è tenuta sulla problematica del depuratore consortile che sarà realizzato a Specchiarica nella marina di Manduria emerge che i Sindaci di Manduria, Avetrana e Sava SI SONO ARRESI AD AQP. E’ la valutazione di Rino Giangrande dell’Associazione Grande Salento molto critico sul comportamento assunto dai sindaci che, sul palco di fronte alla platea in protesta si sono detti pronti a “battere i pugni sul tavolo di Bari”, ma di fatto poi, nei documenti, (la riunione non è pubblica!) non esprimono il parere contrario che avevano promesso in qualità di portavoci delle comunità che rappresentano.
“La presa d’atto, senza un piccolo cenno di disaccordo, da parte dei Sindaci firmatari altro non è che una resa senza condizioni! VORREMMO ESSERE SMENTITI DAI FATTI…….”
L’associazione Grande Salento rileva che “Il Sindaco di Erchie non ha firmato.” (n.r. questo quasi certamente perché il Comune di Erchie non è parte in causa sebbene molti residenti in quella località marina provenga da Erchie) Il Sindaco di Sava era scontato che firmasse.
I Sindaci di Manduria e quello di Avetrana, HANNO FIRMATO venendo meno agli impegni precedentemente assunti con i relativi Consigli Comunali, associazioni, comitati e cittadini espressi perfino in pubblico comizio a San Pietro in Bevagna.”
L’associazione Grande Salento a questo punto elargisce consigli e avanzata richieste: “Al Sindaco di Sava, vista la sua capacità decisionista e realizzativa, si consiglia di differenziarsi dalle decisioni consortili, come ha fatto egregiamente per la raccolta differenziata, e pensare ad un proprio DEPURATORE così potrà decidere il sito ed il recapito finale, ben sapendo che non potrà essere a mare. Ai sindaci di Manduria, Avetrana, Erchie e Maruggio si chiede di convocare un incontro entro la prossima settimana con i tecnici, associazioni e comitati affinché si definisca una strategia utile a scongiurare la realizzazione della sciagurata opera della condotta sottomarina.”
Tutt’altro che conclusa, dunque, la mobilitazione eguai dunque ad abbassare la soglia di attenzione verso questa problematica.
“L’8 settembre a Bari deve essere portata una posizione chiara: se non si supera la condotta a mare dovrà essere messa in discussione l’intera opera. Nel frattempo si deve mettere in campo tutta la capacità mobilitativa ed elaborativa per impedire lo scarico a mare.
Bisogna sostenere con più forza l’utilizzo di tutte le acque reflue: in agricoltura, per usi civili ed industriali e per frenare la salinizzazione della falda. – Rino Giangrande conclude con un invito ai cittadini. –
Ai cittadini ed ai turisti chiediamo di non accontentarsi delle feste organizzate in ogni luogo e per tutti i gusti ma di sostenere gli sforzi di chi si batte OGGI per un futuro ecosostenibile ed accessibile a tutti.”

Il seguente documento jpg è la carta nautica dove grazie alle coordinate pubblicate sull’ordinanza 266/14 della Capitaneria di Porto di Taranto si individua precisamente dove dovrebbe essere depositata la condotta sottomarina. “Da questo elaborato- rileva l’Associazione Grande Salento- si vede chiaramente che la diffusione dei reflui dovrebbe avvenire a SOLI 14 metri di profondità. A detta di esperti tale profondità non eliminerà il RISCHIO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE A RIVA”

D 140729 CONDOTTA SOTTOMARINA

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