Abusivismo su demanio marittimo: in Puglia sfiora il 15% del totale nazionale

Bari – In Puglia l’abusivismo accertato dalle Forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto sul solo demanio marittimo sfiora il 15% del totale nazionale. Gli scorci più belli del paesaggio pugliese sono quelli che pagano il prezzo più alto per l’azione di affaristi, che cementificano intere fette di territorio in totale spregio delle leggi, della salvaguardia della natura, del bene pubblico. I dati emergono dal dossier “L’abusivismo edilizio in Puglia: fotografia di uno scempio”, presentato oggi a Bari.
Il fenomeno dell’abusivismo edilizio si estende in tutta la regione, ma il Gargano e il Salento restano i territori più colpiti dalla piaga del cemento illegale e sono pochissime le ordinanze di demolizione che vengono eseguite, solo il 5%.
Una vicenda eclatante è quella di Palagiano, in provincia di Taranto, dove in un’area a vincolo paesaggistico sopravvive un complesso turistico, noto come Pino di Lenne, dichiarato abusivo con sentenza definitiva già nel lontano 1989. Nonostante l’ordine di demolizione contenuto nella sentenza della Corte di Cassazione e il rigetto di ogni tentativo di salvare le opere ricorrendo alla giustizia amministrativa, il Comune, proprietario dell’abuso, non è mai intervenuto e nemmeno si è mai costituito in giudizio.
Non di minore impatto l’abusivismo edilizio che dilaga in Salento dove, con l’apertura della stagione estiva, ogni anno arrivano puntuali i sigilli a nuove e vecchie strutture abusive in spiaggia realizzate senza permessi o con autorizzazioni scadute.
I numeri del rapporto Ecomafia 2013 sui reati legati all’edilizia sono impietosi: la Puglia svetta al secondo posto, peggio fa solo la Campania, nella classifica del cemento illegale. Sul fronte dell’abusivismo edilizio nelle aree demaniali, invece, la Puglia è la quarta regione italiana, con 420 infrazioni accertate, 906 persone denunciate e arrestate e 276 sequestri effettuati. A fronte dei numerosi illeciti, però, non corrisponde una altrettanto alta percentuale di ordinanze di demolizione eseguite, anche quando previste da sentenze della magistratura diventate definitive. Nel 2013 gli interventi di demolizione sono stati solo 2 e hanno riguardato l’abbattimento di una villetta abusiva a Porto Cesareo in località Torre Lapillo (Lecce) e un immobile a Torre Suda a Racale (Lecce).
La Regione Puglia nel 2012 ha approvato la legge ”Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio” in piena fase attuativa. Il monitoraggio degli abusi è entrato a regime e il finanziamento regionale delle demolizioni delle opere abusive è alla seconda edizione. L’ultima delibera finanzia il 100% delle domande pervenute: essa riguarda la concessione di 80.000 euro al Comune di Ostuni per la demolizione dell’ecomostro di Villanova e 73.207,48 euro alla Procura della Repubblica di Lecce per quattro immobili siti a Porto Cesareo.
L’intervento di Porto Cesareo si inserisce nell’ambito di una collaborazione con l’autorità giudiziaria avviata sin dalla fase di approvazione della legge e che, inaugurata dalla stipula di un protocollo di intesa con la Procura di Lecce, si sta estendendo anche alla Procura distrettuale di Brindisi, Lecce e Taranto.
Secondo Laura Biffi, dell’Osservatorio Nazionale Ambientale e Legalità di Legambiente , “ogni ipotesi di sanatoria alimenta nuovo cemento, come è successo con i condoni edilizi del 1985, del 1994 e del 2003. Se, per certi versi, la condanna sociale dell’abusivismo edilizio ha raggiunto una certa maturità, il ripristino della legalità attraverso la rimozione del corpo del reato, l’immobile illegale, è un principio che non ha ancora sfondato culturalmente. Eppure, combattere questa piaga significa, oltre che ristabilire la legge, anche ripristinare il paesaggio violato, patrimonio unico e inimitabile”.

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