A proposito di scioglimento per infiltrazioni mafiose…

“Lo scioglimento del Consiglio comunale per “infiltrazioni mafiose” costituisce una misura straordinaria di prevenzione, che l’ordinamento ha apprestato per rimediare a situazioni patologiche di compromissione del naturale funzionamento dell’autogoverno locale.”

E’ quanto afferma la sentenza che il Tar Lazio (sez. I, sentenza 13 maggio 2020, n. 5022) ha emesso ha emesso (richiamando anche una sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 24 /04/2015 n.2054) proprio in questi giorni, nonostante il Covid- 19, per chiarire che non si possono “attaccare” le relazioni ministeriali che portano allo scioglimento per mafia di un comune.
A evidenziarlo in un post su Fb l’Avv. Giuseppe Antonio Mazza che, dialogando con colleghi, aveva già dedotto le medesime conclusioni del TAR. “Il d.P.R. con il quale è disposto lo scioglimento e la relazione ministeriale di accompagnamento – prosegue la sentenza – costituiscono, quindi, atti di “alta amministrazione”, perché orientati a determinare ugualmente la tutela di un interesse pubblico, legato alla prevalenza delle azioni di contrasto alle c.d. “mafie” rispetto alla conservazione degli esiti delle consultazioni elettorali.

Il ricorso che il Tribunale Amministrativo ha respinto era stato presentato, in questo caso,  dagli amministratori, sindaco e consiglieri comunali, di un Comune siciliano per chiedere l’annullamento di tutti gli atti relativi allo scioglimento. Ma leggere il dispositivo aiuta a comprendere la valenza di relazioni e delibere, atti simili a quelli di tutti i comuni sciolti per infiltrazione mafiosa come avvenuto a Manduria.    

“La sentenza in definitiva – ci spiega l’avv. Giuseppe Antonio Mazza – mette dei chiari paletti: quando un ministro scrive la relazione poco o niente si può fare. Questo perché ha letto tutte le informazioni e informative che gli inquirenti gli mettono a disposizione. Perciò parliamo di documenti, atti di indagine per la maggior parte “secretati” che portano il ministero a valutare e successivamente a chiedere lo scioglimento. Tant’è vero che molte pagine della relazione vengono “oscurati” per essere utilizzati successivamente nelle indagini che portano a processo interi clan mafiosi.”

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