“Al di sopra della legge. Come la mafia comanda dal carcere”, a Manduria la preziosa testimonianza del dott. Sebastiano Ardita. Video

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A Manduria si continua a parlare di mafia. L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Gregorio Pecoraro, ha lanciato una grande sfida educativa che coinvolge gli studenti, ma aperta anche a tutta la comunità,

programmando una serie di incontri nell’ambito della rassegna “Legalità e Giustizia, tra scuola cittadinanza e comunità” giunta alla seconda edizione. Occorre modificare comportamenti scorretti, capire l’importanza del rispetto delle regole alla base di una convivenza civile. Se oggi la mafia si sente meno ed è silente, non è perché è stata sradicata, ma si è evoluta, abbandonando la potenza di fuoco per entrare in maniera pervasiva nel tessuto economico. Così facendo è più pericolosa, si sta legalizzando.
Manduria, dunque, in trincea, con personaggi di rilievo che fanno riflettere, raccontando le proprie esperienze ed indicando la strada da seguire.
Protagonista del secondo incontro della rassegna, moderato dal dott. Francesco Mandoi, ex Magistrato, già Sostituito Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo è stato il dott. Sebastiano Ardita. Entrato in magistratura all’età di 25 anni, Sebastiano Ardita, ha iniziato come sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, divenendo poi componente della Direzione distrettuale antimafia, ove si è occupato di criminalità organizzata di tipo mafioso, di inchieste per reati contro la pubblica amministrazione e di infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti e forniture. Come consulente della Commissione parlamentare antimafia della XIII Legislatura ha redatto il documento relativo all’indagine sulla mafia a Catania. È stato direttore generale dell’ufficio detenuti, responsabile dell’attuazione del regime 41bis. La relazione ha preso spunto dal suo libro: “Al di sopra della legge. Come la mafia comanda dal carcere” una preziosa testimonianza personale e un originale racconto dietro le quinte di vent’anni di giustizia – e ingiustizia – in Italia. Come è cambiata la mafia in questi anni? E chi comanda davvero dietro le sbarre? Sono i quesiti su cui riflettere..
Nel libro, Sebastiano Ardita rivolge anche un atto di accusa sui limiti della classe politica e sulla condizione delle nostre prigioni che sono, ancora troppo spesso, i luoghi in cui comincia una carriera criminale.