Lotta al Caporalato: da domani attivo tavolo tecnico. Anche Taranto e Brindisi nel protocollo pugliese.

Si è tenuta questa mattina, presso la Presidenza della Regione Puglia, la prima riunione operativa successiva alla sottoscrizione del protocollo sperimentale “Cura, legalità, uscita dal ghetto” siglato lo scorso 27 maggio a Roma nella sede del Ministero dell’Interno, per contrastare il caporalato. Presenti il presidente Michele Emiliano, che ha convocato l’incontro, i delegati regionali e provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, e datoriali Confagricoltura, Cia, Coldiretti e Copagri.

Nei prossimi giorni saranno convocate dalla Regione anche le realtà del terzo settore firmatarie dell’accordo. Hanno partecipato anche i delegati di cinque dipartimenti, a testimonianza della natura trasversale delle politiche regionali in materia di contrasto al caporalato e sfruttamento lavorativo.

“Il fenomeno del caporalato – ha detto il presidente Emiliano – e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura va gestito attraverso una attenta pianificazione. Situazioni di assoggettamento di altri esseri umani non sono tollerabili ed è compito delle regioni affrontare e porre rimedio a tali situazioni che si profilano come vere e proprie emergenze umanitarie. Siamo consapevoli che il lavoro che abbiamo davanti è complesso e richiederà tempo. Oggi, però, si definisce con precisione l’impegno che ciascuno dei soggetti presenti assume per difendere i diritti dei lavoratori, delle aziende sane e dell’immagine della Puglia”.

Già da domani, e per i prossimi dieci giorni, sarà attivo un gruppo di lavoro permanente che declinerà sul territorio pugliese il contenuto del Protocollo nazionale affrontando questioni relative alla sanità, ai trasporti, alla sicurezza, ai contratti di lavoro.

“Il Protocollo nazionale – come ha spiegato Stefano Fumarulo, direttore della sezione Politiche dell’immigrazione della Regione Puglia – ci consente di inserire il piano che la Regione Puglia aveva già iniziato ad elaborare in una cornice che permetterà, entro brevissimi tempi, di attivare le misure di contrasto al caporalato ed a sostegno dei diritti e della dignità dei lavoratori stagionali, in gran parte migranti”.

Annalisa Fiore, direttore della sezione Politiche per il lavoro, ha ricordato come “la Regione Puglia è pronta ad adottare interventi immediati all’interno dei campi di accoglienza dei lavoratori per il mezzo di attività sperimentali come sportelli informativi gestiti dai centri territoriali per l’impiego, imprese e rappresentanze sindacali”.

Pronta a fare la sua parte la Cia – Agricoltori Italiani di Puglia. “Abbiamo sottoscritto con convinzione il protocollo di intesa a livello nazionale – dichiara vicepresidente regionale, Giannicola D’Amico – e siamo pronti a dare la massima disponibilità per attuarlo in Puglia anche attraverso la stesura di un protocollo regionale che declini gli impegni assunti a livello nazionale adattandoli alle peculiarità territoriali. Ben venga il tavolo convocato dal Presidente Emiliano. Bisogna dare a tale iniziativa una immediata operatività visti i tempi ristretti. Il rigetto assoluto del lavoro nero e del caporalato sono due principi cardine che guidano l’azione sindacale della Cia. Perché è evidente che le eccellenze agricole devono essere legate non solo alla qualità, ma anche alla dignità del lavoro e della vita delle persone coinvolte. Il Protocollo ha recepito quanto da sempre sostenuto dalla Cia: il caporalato non si contrasta efficacemente se non si comprende che occorre sottrarre alla criminalità organizzata due ambiti strategici: la logistica e l’incontro domanda e offerta”.
Nel corso dell’incontro la Cia ha sottolineato l’importanza di rendere meno pesante la burocrazia. “Ogni azienda è costretta a produrre ogni anno 4 chilometri di materiale cartaceo per rispondere agli obblighi burocratici, “bruciando” oltre 100 giornate di lavoro. Il lavoro sano si afferma con regole chiare, semplici e sostenibili”.
Ed inoltre è stata sottolineata la necessità di garantire una cabina di regia sui controlli e di attuare un coordinamento degli stessi, al fine di evitare quanto accaduto lo scorso anno, ovvero “i controlli attuati a distanza di 24 ore e per diversi giorni da organi di vigilanza diversi nelle stesse aziende, sugli stessi appezzamenti e relativamente agli stessi operai agricoli”.

Soddisfatta dei risultati anche la Fai Cisl che “ha radicalmente battuto l’orientamento iniziale di tenere fuori dal protocollo Taranto e Brindisi, territori dove la storia sindacale contro questa piaga sociale è particolarmente ricca e circostanziata”.
“I recenti incontri convocati dalla Prefettura ionica, con sindacati, Enti di controllo e Forze dell’Ordine per il monitoraggio continuo del fenomeno del caporalato, – sottolinea il segretario generale Antonio La Fortuna – si caratterizzano certamente quali segnali importanti ma condizione fondamentale, a nostro giudizio, rimane l’approvazione definitiva del Ddl 2217 di contrasto al caporalato, varato a novembre ma ancora fermo in Senato”.
La Fai Cisl, intanto, si sta preparando, con incontri ed assemblee con i lavoratori, sia nel territorio Taranto Brindisi che nelle Aziende più grandi, alla manifestazione con corteo che si terrà a Bari, sabato 25 giugno p.v. come deciso dalle Federazioni nazionali confederali del settore Agricolo ed Agroindustriale. Sarà l’occasione per sollecitare il Governo ad accelerare l’approvazione del Ddl 2217 e, al contempo, per invitare le Associazioni datoriali a chiudere i negoziati in corso, sui Contratti provinciali di lavoro (in particolare per quanto riguarda il territorio ionico dove il Cpl è scaduto a fine 2015).
“Non è più il tempo – ha concluso La Fortuna – degli annunci di buone intenzioni, né di tollerare le nuove forme di schiavismo che degradano con il sommerso, le elusioni e l’illegalità la qualità del lavoro agricolo, meno che mai di rassegnarsi socialmente all’ “odiosa pratica del caporalato” denunciata anche dal Presidente della Repubblica Mattarella, anche operando per esempio l’uso distorto dei voucher, in un’economia illegale e sommersa nel settore agricolo valutata in circa 17 miliardi”.

Coollaborazione è stata assicurata anche da Coldiretti Puglia. “Daremo sostanza al protocollo contro il caporalato con progettualità concrete, – ha annunciato il presidente Gianni Cantele – a partire dal villaggio solidale che sarà realizzato in Puglia, grazie ai fondi raccolti con la campagna di Coldiretti e Focsiv, per dare ospitalità agli immigrati, sottraendoli allo sfruttamento del caporalato con un regolare contratto di lavoro per la raccolta stagionale del pomodoro. Occorre combattere senza tregua il becero sfruttamento che colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli, ma serve una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non è possibile se le arance nei campi sono sottopagate a 7 centesimi al chilo e i pomodori poco di più”.
“L’introduzione del principio di corresponsabilità dal campo allo scaffale – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è una importante novità positiva nella lotta al caporalato che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalle distribuzione all’industria per arrivare a sottopagare i prodotti nelle campagne. Non va certamente più rinviata l’operazione di trasparenza e di emersione, mettendo a punto un patto di emancipazione dell’intero settore agricolo in grado di distinguere chi oggi opera in condizioni di sfruttamento e di illegalità da chi produce in condizioni di legalità come dimostrano i 322mila immigrati, provenienti da ben 169 diverse nazioni, assunti regolarmente in agricoltura (Dossier statistico immigrazione 2014 – Rapporto Unar)”.

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