Regionale 8. Legambiente: “occorre confronto per far emergere le ambiguità di questa opera”

Negli ultimi tempi è tornata al centro dell’attenzione la strada Regionale 8 nota anche come la Talsano – Avetrana, un’opera che, periodicamente, almeno negli ultimi 20 anni si cercava di cantierizzare. Ma essa è davvero un’opera strategica per lo sviluppo del territorio o si tratta dell’ennesima opera irrealizzabile che non porterà alcun beneficio?
Una riflessione in tal senso la pone Legambiente di Manduria dopo l’incontro che si è tenuto ad Avetrana e che è sembrato un momento di “autocelebrazione” politica e tecnica.
“E’ veramente imbarazzante – afferma in una nota il presidente di Legambiente di Manduria Avv. Giusep-pe De Sario – proprio in un periodo storico in cui tutti, a parole, si dichiarano a favore dell’ambiente, la presentazione del progetto, rimodulato rispetto a quello di qualche anno fa, si è svolta senza un minimo di contraddittorio. Per la verità, un paio di esponenti di Legambiente hanno provato a porre delle domande pertinenti che smontavano di fatto il gigantesco castello di sogni ed utopie che era stato propinato: pecca-to, però, che a quelle domande nessuno ha dato risposta.
Abbiamo visto, ancora una volta, usare da parte dei politici la solita vecchia (oramai ammuffita) retorica, la stessa utilizzata, negli anni sessanta, dai politici di allora, per giustificare lo sradicamento di decine di ulivi secolari per far posto all’Italsider, la fabbrica dei sogni, basata sempre sulle stesse motivazioni (lo sviluppo economico, il lavoro, ecc. ecc.): abbiamo visto, poi, svegliatici, come è andata a finire e quanto ci sono co-stati (anche in termini di salute e vite umane, oltre che di opportunità di un diverso sviluppo) tali sogni ed i pochi che si sono davvero arricchiti.”
“C’è poi chi si spinge a dire- afferma ancora Legambiente – che questa sarebbe un opera che farebbe be-ne, addirittura all’ambiente. Ebbene sì, incredibile ma vero, per addolcire l’amara pillola si è arrivati addirit-tura a sostenere questo. Si dice che questa strada decongestionerebbe la litoranea, che, grazie ai suoi pennelli che scendono al mare, diventerebbe una strada a senso unico e una pista ciclabile. Tutti obiettivi che tutti noi sappiamo perfettamente che non si realizzeranno mai.”
Legambiente, dunque, fornisce il suo parere del perché la Regionale 8 resta un’utopia.
“Senza entrare nelle decine di motivazioni scientifiche e giuridiche che rendono quest’opera irrealizzabile, facciamo solo notare che tutte queste idee a corollario della Regionale 8 non sono state finanziate e che al momento sono solo delle belle intenzioni, usate per edulcorare un progetto che fa acqua da tutte le par-ti.
I cosiddetti pennelli sarebbero delle strade che non potranno mai essere realizzate così come le hanno progettate, a meno che non si vogliano espropriare ed abbattere decine di case (opere per le quali, pure, non esistono finanziamenti).
La litoranea a senso unico significherebbe che, molti cittadini, per andare al mare o per tornare a casa (a seconda della direzione), a qualche centinaio di metri di distanza, sarebbero costretti a percorrere chilo-metri: a meno che non lo facciano a nuoto!
Già vediamo chi procede contromano per non esser costretto a decuplicare la strada strada da fare!
Essendo oramai disincantati, sappiamo bene, dunque, che questi sogni non si realizzeranno mai e che ser-vono solo per cercare di far digerire un’opera fortemente dannosa per il nostro territorio e la nostra eco-nomia turistica e agricola (i cui costi graveranno sui cittadini in favore dell’economia … di chi la realizzerà).”

Prima di realizzare un’opera di questo tipo la gente deve essere correttamente informata per questo Le-gambiente “auspica che possa esserci un contraddittorio e un confronto sereno e neutrale in cui si possa-no porre le numerose domande sulle tante ambiguità di quest’opera.”

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