Il contatto con i delfini per aiutare i bambini autistici. Proteste dell’Enpa.

FASANO – Un gruppo di ragazzi con problemi di autismo, accompagnati da alcuni educatori presso il parco faunistico dello Zoosafari di Fasano, hanno prima assistito allo spettacolo dei delfini e poi hanno interagito con loro. L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto terapeutico che si ispira ad un programma già attuato negli Stati Uniti.
Secondo alcuni studi, infatti, incontri di questo tipo creano cambiamenti profondi in persone colpite da alcune patologie e, sempre secondo tali indagini, potrebbero addirittura essere curativi. Così la direzione dello Zoosafari ha accolto di buon grado la richiesta di attuare il progetto a Fasano avanzata dall’associazione Afpa (Associazione famiglie persone autistiche) che si avvale della collaborazione di un altro sodalizio, “’Dalla Luna professionisti per l’autismo”.
L’iniziativa però ha provocato la reazione dell’Enpa che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Brindisi per la pratica della ”pet therapy” con i delfini al parco di Fasano, e invitato i ministeri competenti ad intervenire sulla pratica “vietata dalla legge”. “Si tratta di un’attività illegale – spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa – per il rischio sanitario di trasmissione di patologie nel quale possono incorrere tanto gli animali quanto i bambini. Inoltre i cetacei, per quanto addestrati sono animali selvatici e non possono essere considerati né trattati alla stregua di animali domestici”. Le acque dove vivono i cetacei, “non sono definite balneabili. Nello specifico – aggiunge Ferri – l’articolo 37 del decreto 469/2001, vieta il nuoto con i delfini, mentre l’articolo 38 afferma che i cetacei non devono essere alimentati dal pubblico ne’ entrare in contatto con loro”. “Mi chiedo se le acque nelle quali gli animali espletano le loro naturali funzioni corporali possano essere considerate acque balneabili per i bambini e a quali rischi essi siano stati sottoposti in modo scellerato – prosegue Ferri – Inoltre è opportuno ricordare che la pet therapy, e più propriamente le terapie assistite con i delfini non hanno alcuna evidenza scientifica e non possono comunque essere autorizzate in Italia”. Intanto l’Enpa ha dunque invitato il ministero della Salute e quello delle Politiche Agricole e Forestali, oltre che il servizio Cites, ad intervenire immediatamente per evitare il reiterarsi di comportamenti illeciti di cui l’Ente nazionale protezione animali “riterrà responsabili anche tutti coloro che, preposti alla corretta applicazione della normativa, siano eventualmente risultati inadempienti”.

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