Xylella. Presentato a Strasburgo documento congiunto contro pesticidi ed eradicazioni.

Da un lato, fermare l’uso intensivo di pesticidi e limitare le eradicazioni e i divieti di impianto. Dall’altro, favorire l’attuazione di pratiche alternative, in particolare del biologico, e garantire adeguate risorse sia per la ricerca che per le compensazioni agli agricoltori. Sono questi i punti principali del documento sull’emergenza Xylella in Puglia che è stato consegnato oggi alla Commissione europea dall’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, insieme a FederBio (Federazione italiana per l’agricoltura biologica e biodinamica), Copagri (Confederazione dei produttori agricoli), la Cia (Confederazione italiana agricoltori) e PAN Europe (Pesticide Action Network di Bruxelles). Il documento, presentato in occasione del voto al Parlamento europeo di Strasburgo sulla risoluzione per fronteggiare l’emergenza Xylella, contiene una serie di proposte alternative alla decisione presa dalla Commissione per prevenire l’introduzione e la diffusione del batterio in Europa.

“Con questo documento – dice D’Amato, che è membro della commissione parlamentare Agricoltura – chiediamo di attuare una strategia alternativa che affronti realmente il problema del disseccamento degli ulivi senza creare più danni di quelli che già gli agricoltori pugliesi si trovano ad affrontare. Le parole chiave sono biologico, ricerca, buone pratiche. Parole che, purtroppo, non abbiamo ancora riscontrato nelle decisioni a livello nazionale e comunitario”.

Nel documento si chiede di:
limitare fortemente l’uso di pesticidi , soprattutto vietando quelle sostanze che sono già state revocate e livello nazionale;
privilegiare invece l’uso di sostanze attive previste dalla normativa Ue sull’agricoltura biologica e più in generale le tecniche e le pratiche proprie del biologico, salvaguardando così una produzione, come quella pugliese, che fa del marchio bio uno dei suoi punti di forza;
escludere la vite dalla lista delle piante suscettibili di divieto di esportazione; rivedere l’obbligo di eradicare le piante che si trovano nel raggio di 100 metri rispetto agli ulivi infetti, privilegiando pratiche alternative come il monitoraggio e l’isolamento;
rivedere il divieto di coltivare piante che possono essere ospiti del batterio, anche in questo caso privilegiando pratiche alternative e monitoraggio;
garantire risorse umane e finanziarie adeguate per attuare le strategie di contenimento della Xylella, prevedendo compensazioni per il settore;
assicurare fondi adeguati per la ricerca, l’analisi e i rimedi contro la Xylella e i suoi vettori.

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