Uila. Contro il caporalato: trasporto pubblico e gestione della domanda-offerta di lavoro

Con l’intensificarsi dell’attività in Agricoltura in questo periodo dell’anno si più minaccioso nel territorio jonico il fenomeno del caporalato.
“Da giugno a settembre – spiega Antonio Trenta, segretario dell’Unione dei lavoratori agroalimentari della Uil – si consuma

generalmente in questo comparto il maggior numero di giornate di lavoro che per il 70 per cento continua tuttora ad essere svolto da donne. Di conseguenza, assistiamo ad un aumento dello sfruttamento. Per questo è opportuno alzare la guardia più del solito. Non soltanto attraverso controlli più serrati da parte delle Forze dell’ordine, ma anche ad opera degli enti competenti, come l’Ispettorato del Lavoro e l’Inps, tenuti a vigilare sulla correttezza degli adempimenti previsti per legge”.

La Uila, dal canto suo, per combattere il caporalato propone due soluzioni: il trasporto pubblico locale e la gestione della domanda-offerta del lavoro.
“Uno dei motivi principali per cui i lavoratori si rivolgono al caporale – avverte Trenta – è la necessità di un mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro. Non esistendo infatti un servizio pubblico di collegamento con le aziende agricole, ed essendo difficoltoso per un bracciante agricolo, soprattutto quando è donna, spostarsi con un mezzo proprio, il caporale diventa la soluzione più conveniente, se non proprio l’unica. Ma se le istituzioni locali si adoperassero per il finanziamento di progetti mirati all’attivazione di un servizio di trasporto pubblico, come in passato è stato fatto per soli sei mesi con il Ctp, attraverso la Provincia di Taranto, si ridurrebbe, se non azzererebbe il ricorso ai caporali”.
Inoltre, sempre più spesso, il caporale diventa anche l’intermediario tra il bracciante agricolo ed il datore di lavoro: “Questa condizione costringe i manovali a rivolgersi ai caporali, cedendo ai loro ricatti e alle loro condizioni, pur di continuare a prestare servizio. In questo caso – conclude il segretario della Uila – il fenomeno si ridurrebbe con un intervento repressivo su questa anomala e illegittima gestione della domanda-offerta di lavoro”.

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