Referendum sulla giustizia, il PD di Grottaglie aderisce al Comitato per il NO promosso dall’ANPI

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Il Partito Democratico di Grottaglie aderisce ufficialmente al Comitato cittadino per il NO al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, promosso dal Circolo A.N.P.I. di Grottaglie, condividendone «pienamente le ragioni, gli obiettivi e l’impostazione democratica e costituzionale».

Secondo il PD, il referendum non rappresenta una semplice riforma tecnica del sistema giudiziario, ma una scelta che incide direttamente sulla qualità della democrazia italiana. In gioco, viene sottolineato, ci sono «l’equilibrio tra i poteri dello Stato, l’indipendenza della magistratura e il sistema di garanzie che tutela i diritti delle persone e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge».

Nel documento diffuso dal circolo cittadino, il Partito Democratico evidenzia come la riforma oggetto del referendum non affronti le reali criticità della giustizia italiana, quali «i tempi dei processi, l’organizzazione degli uffici e le carenze di personale», ma rischi invece di «indebolire l’autonomia della magistratura», mettendo in discussione «un principio cardine della Costituzione repubblicana».

Da qui l’impegno del PD, sia a livello nazionale sia territoriale, nella campagna per il NO. Una scelta motivata dalla convinzione che «la giustizia non debba essere piegata a logiche di potere né utilizzata come terreno di scontro politico» e che la difesa della Costituzione significhi «difendere i diritti di tutte e tutti, in particolare di chi lavora e di chi vive condizioni di fragilità».

Il Partito Democratico raccoglie e rilancia inoltre l’appello dell’ANPI di Grottaglie a costruire «un fronte largo, unitario e consapevole», coinvolgendo forze democratiche, partiti, sindacati, associazioni, movimenti, il mondo della cultura e dell’informazione, oltre a studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini.

Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani, ai quali viene rivolto un appello diretto: la partecipazione al voto è «uno strumento di libertà e di cambiamento», e difendere oggi l’equilibrio democratico significa «proteggere il futuro, i diritti e le possibilità delle nuove generazioni».

Al mondo del lavoro, invece, il PD ribadisce che «una giustizia indipendente è una garanzia anche per chi lavora, per chi rivendica diritti, per chi chiede tutele e uguaglianza davanti alla legge», avvertendo che senza l’autonomia della magistratura «i diritti diventano più deboli».

Il circolo democratico sostiene infine una mobilitazione cittadina capillare, fondata su informazione corretta, assemblee pubbliche e iniziative di confronto e partecipazione, affinché il voto sia «libero, consapevole e responsabile».

«Difendere la Costituzione è un atto politico e civile concreto – conclude la nota –. Per questo, votare NO significa scegliere la democrazia, i diritti e l’uguaglianza».