Ordinanza su divieto pozzi vicino discarica Manduriambiente. Ass.re Perrone: “Accuse infondate, nessun ritardo”.

“Nessun ritardo nell’emissione dell’ordinanza sindacale di inibizione dell’uso dei pozzi, ma al contrario tempestività e massima attenzione”. E’ la precisazione dell’Assessore all’Ambiente Ketty Perrone di fronte alle accuse di parte dell’opposizione seguite dopo il provvedimento.

Nella nota l’Assessore ricostruisce la fase cronologica e spiega quello che è stato fatto dall’Amministrazione in questi mesi.

“Alla luce delle INFONDATE ACCUSE DI RITARDI nella gestione della vicenda inerente la presenza di agenti inquinanti nelle acque dei pozzi ubicati nella zona delle discariche ci si vede costretti, ancora una volta, a contrastare affermazioni PRIVE DI ALCUNA CONOSCENZA DEI FATTI e soprattutto sfornite della benché minima prova di quanto asserito. Di seguito un resoconto dei fatti, che invitiamo a leggere attentamente. Pochi giorni prima di Natale sono giunti all’attenzione degli Uffici comunali esiti di prelievi effettuati nel settembre 2019 e nel giugno 2020 che evidenziavano presenza di agenti inquinanti. Immediatamente l’amministrazione ha contattato la ASL per capire innanzi tutto l’entità del problema e se fossero necessarie ulteriori verifiche, atteso che i prelievi erano risalenti troppo indietro nel tempo. La ASL ha concluso che quelle analisi potevano non rispecchiare l’attuale situazione che, nel frattempo, poteva essere rientrata. Quindi l’amministrazione comunale, che non ha competenza sulle acque essendo invece competente l’Amministrazione provinciale, ha COMUNQUE VOLUTO APRIRE UN TAVOLO DI LAVORO URGENTE con Arpa, Asl e Provincia invitando quest’ultima a procedere, con l’ausilio della ASL, alle opportune indagini al fine di emettere i relativi provvedimenti ai sensi dell’art 244 del D. Lgs. 152/2006. La Provincia ha aderito ed il Comune ha provveduto alla ricognizione delle particelle ove sono ubicati tutti i pozzi interessati all’indagine ed all’individuazione degli stessi, su comunicazione dell’Ufficio Acque sotterranee della Provincia. Durante lo svolgimento di tale attività vi sono state continue interlocuzioni e due videoconferenze in data 13 gennaio e 3 febbraio. Finita questa fase preliminare ed indispensabile la ASL si è attivata nelle verifiche di sua competenza, congiuntamente all’Ufficio Ecologia del Comune, ed il 30 marzo sono stati effettuati i rilievi, durante i quali la ASL si riservava di effettuare ulteriori analisi.

SOLO IN DATA 9 APRILE È GIUNTA LA NOTA DELLA ASL CONTENENTE IL SUGGERIMENTO PRUDENZIALE, IN ATTESA DELLE VERIFICHE, DI INIBIRE L’USO DELLE ACQUE PER UN RAGGIO DI 1,5 KM A CUI IL SINDACO HA ADERITO IMMEDIATAMENTE. Naturalmente, prima di emettere l’ordinanza, è stata necessaria l’ulteriore indagine relativa all’individuazione di tutte le particelle catastali ricadenti nel raggio di 1,5 Km, alcune delle quali, tra l’altro, site nel territorio di altri comuni. E’ BENE PRECISARE CHE L’UFFICIO HA DOVUTO LAVORARE SU 13 FOGLI CATASTALI ESTRAPOLANDO OLTRE 700 PARTICELLE. Tutta questa attività era assolutamente doverosa come è emerso dal confronto con gli enti interessati. Ovviamente sono state attivate tutte le ulteriori iniziative, INTERESSANDO ANCHE LA PROCURA, al fine di effettuare tutte le indagini per risalire alle cause ed ai responsabili che, al momento, è bene precisare, restano ignoti, anche perché GLI AGENTI INQUINANTI SONO STATI RINVENUTI IN SOLI DUE POZZI SPIA, UNO A MONTE ED UNO A VALLE DELLA DISCARICA MANDURIAMBIENTE, E NON IN TUTTI I POZZI. Questo rappresenta un’anomalia, stante l’inclinazione della falda verso valle, pertanto come causa (o concausa) dell’inquinamento non possono escludersi sversamenti abusivi di lavorazioni industriali o artigianali. Riteniamo che alla luce di quanto descritto le accuse rivolte all’amministrazione di ritardi nella gestione siano COMPLETAMENTE INFONDATE, STRUMENTALI E PRETESTUOSE, oltre che rappresentare CATTIVA INFORMAZIONE, rispetto alla grande responsabilità e attenzione con cui è stata gestita e si continua a gestire le vicenda. I cittadini – conclude l’Assessore Ketty Perrone – devono quindi sentirsi assolutamente tutelati dall’azione posta in essere dall’Amministrazione.

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