Operazione Cupola. Manduria Lab: “Dalla politica azioni concrete per ristabilire la legalità”

Mentre ci accingiamo a dar vita ad una nuova stagione della vita amministrativa della città, da tutti auspicata, apprendiamo con viva preoccupazione della presenza di una criminalità organizzata viva e vitale, apparentemente ben ramificata nel tessuto produttivo e sociale della nostra cittadina.

Per la seconda volta, questa piovra, domestica, ma propaggine di ben altra realtà malavitosa, che secondo le risultanze di quella che fu l’inchiesta denominata “Impresa”, aveva coinvolto anche esponenti della passata amministrazione comunale, si mostra capace di penetrare nel tessuto produttivo e sociale della città. In occasioni come questa, c’è sempre il rischio di dire troppo o troppo poco, di additare ingiustamente o di apparire indifferenti o, peggio, omertosi di fronte a fenomeni di enorme gravità.

Ci auguriamo che la magistratura faccia il suo corso, con tutta la severità necessaria. Non si può tuttavia non rilevare in linea generale come, venuto meno il ruolo tradizionale dei partiti, di fronte all’avanzata trionfale dell’antipolitica, sia divenuta sempre più difficile l’azione di filtro e di controllo rispetto alla formazione delle candidature.

Non ci sembra, inoltre, che le circostanze che portarono allo scioglimento dell’ultimo consiglio comunale siano state oggetto di adeguata riflessione, nella maggior parte delle forze politiche manduriane.

Il fenomeno mafioso è stato ignorato o sottovalutato, minimizzandone presenza ed effetti. Anche oggi, a fronte delle gravi dichiarazioni degli inquirenti, che delineano addirittura una “simbiosi” tra la comunità cittadina e la criminalità, c’è chi si indigna per il buon nome infangato e si produce in formule assolutorie, ma non propone azioni di contrasto.

Certo, la parte sana della società manduriana è numericamente prevalente, ma occorre che essa sappia reagire con maggior vigore, schierandosi ben più decisamente dalla parte della legalità.

D’altra parte, non si può fare a meno di chiedersi quali effetti positivi abbia determinato a Manduria la presenza dello Stato, attraverso le figure di tre Commissari straordinari e per un così lungo periodo, se di nuovo la mafia debba apparire come padrona della città.

In Manduria Lab la riflessione sul contrasto alla criminalità organizzata è stata una costante, come dimostrano le tante iniziative svolte, andando poi a travasarsi nel progetto di governo della coalizione guidata da Domenico Sammarco.

Ora ci auguriamo che le tante forme ipotizzate di contrasto si realizzino concretamente in azioni amministrative valide e, tra i cittadini, nella presa di coscienza che per tutelare il buon nome di Manduria non basta indignarsi per i titoli sui giornali.

Nota di Manduria Lab, laboratorio politico progressista

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