Manduria. Concessioni Balneari: GEA ribatte i “tentativi” di difesa con elementi sul piano tecnico e politico

“In risposta ai tentativi di difesa, provenienti da più voci (accreditate e non), crediamo sia doveroso fornire ai cittadini qualche elemento in più anche sul piano tecnico oltre che politico. Quello che ci si dimentica è da dove sia partita questa vicenda.”

E’ il Gruppo Ecologista Autonomo a replicare la nota dell’Amministrazione Comunale di Manduria sulla scelta di prorogare i Lidi, entrando nei dettagli tecnici e senza tralasciare gli aspetti politici.

Il comune di Lecce – spiega – altro non ha fatto che ricorrere al Consiglio di Stato, così come il Comune di Castrignano del Capo (avendo la marina di S.M. di Leuca), basta vedere le date dei ricorsi. Questi ultimi frutto di un esame attento della norma nazionale svolto già nel 2019, ovvero prima della scadenza della terza proroga (scadenza 2020). Per inciso, l’istituto della proroga non esiste nel codice della navigazione a cui si rifanno le concessioni demaniali marittime! La disapplicazione della norma era stata già approntata con sentenza del consiglio di stato del 18.11.2019, precedente alla scadenza temporale del 2020. Questa asseriva ciò “alla luce del prevalente indirizzo giurisprudenziale, non è in alcun modo riscontrabile una proroga automatica ex lege di una concessione demaniale marittima. Ciò significa che anche la più recente proroga legislativa automatica delle concessioni demaniali in essere fino al 2033, provocata dall’articolo unico, comma 683, l. 30 dicembre 2018, n.145[…] è coinvolta, con le conseguenze del caso, nel ragionamento giuridico sopra esposto e ciò, non solo perché detta disposizione rievoca norme nazionali già dichiarate in contrasto con l’ordinamento euro unitario della corte di giustizia nel 2016 (determinando una giuridicamente improbabile reviviscenza delle stesse) ma, a maggior ragione, dopo il recente intervento della Corte di giustizia UE che, nella sentenza 30 gennaio 2018, causa C-360/15 Visser, ha esteso addirittura la platea dei soggetti coinvolti dalla opportunità di pretendere l’assegnazione della concessione demaniale solo all’esito dello svolgimento di una procedura selettiva”. “Inoltre, – prosegue ancora GEA – la sentenza della Corte di Giustizia UE, mette in evidenza un principio ormai consolidato in giurisprudenza, che l’amministrazione comunale non ha considerato e tanto meno l’assessore (avvocato), secondo il quale, la disapplicazione della norma nazionale confliggente con il diritto dell’unione ( a maggior ragione se tale contrasto è stato accertato dalla Corte di Giustizia UE), costituisce un obbligo per lo stato membro in tutte le sue articolazioni e, quindi, anche per l’apparato amministrativo e per i suoi funzionari, qualora sia chiamato ad applicare una norma interna contrastante con il diritto comunitario! Quindi l’Amministrazione, piuttosto che procedere con la delibera, si sarebbe dovuta limitare a richiedere l’intervento del funzionario, che seguendo la gerarchia delle fonti avrebbe dovuto disapplicare la norma. Ci si chiede inoltre, quale sia il senso e l’efficacia di una clausola vessatoria nella delibera, di fatto frutto di una confusione nella lettura degli orientamenti giurisprudenziali, che nel frattempo si erano avuti da parte del Consiglio di Stato (sentenza 2019).Inoltre, la forte diatriba tra linee di pensiero, tanto paventata da un noto legale del posto in un suo commento social, in realtà non esiste, basti pensare che l’adunanza plenaria del 20 ottobre, non viene innescata da orientamenti contrastanti tra sezioni del consiglio di stato, ma bensì dalla richiesta di Lecce e Castrignano che paventavano la possibilità di un’azione di carattere penale in quanto era ben chiaro che si andava in violazione di legge. Ricordiamo infatti, che l’amministrativo non evita la capacità di accertamento del penale. Le amministrazioni e nel caso di specie Manduria, – conclude il Gruppo GEA – dovevano ricorrere a tutti i gradi di giustizia amministrativa prima di rilasciare proroghe o altro, non andando a calpestare principi di trasparenza e libero mercato. Questi sono i fatti, ci auguriamo soltanto che ciò non porti ad innescare problemi ancor più seri!

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