La politica manduriana e le “ambiguità” del momento

Non ci vuole la “palla di cristallo” per dire cosa accadrà nei prossimi giorni. Il presidente del consiglio comunale ha convocato per Martedì 19 Settembre alle ore 17:30 il Consiglio Comunale monotematico per la sfiducia al Sindaco Roberto Massafra.
Un atto dovuto, richiesto da 10 consiglieri, a cui non si poteva non adempiere. Convocare non significa che il consiglio si terrà. E’ tutta lì la strategia. Occorre infatti considerare anche e soprattutto in questa occasione il gioco delle assenze: se la maggior parte dei consiglieri non dovesse presentarsi la seduta consiliare non sarà valida e la mozione non sarà neanche discussa. In aula dovrebbero esserci almeno 13 consiglieri, i dieci firmatari della mozione più tre non uno di meno. Ma ci saranno? Paradossalmente si può arrivare sino a dodici proprio di fronte alla certezza che non ci sarà il tredicesimo. Nessuno vuole apparire come il salvatore del sindaco Massafra, soprattutto dopo la sfiducia popolare di domenica scorsa, ma quanti sono quelli che sono pronti ad interrompere questa legislatura prima della scadenza naturale. Quello che poteva essere un consiglio comunale utile almeno a capire le posizioni di ognuno potrebbe ancora una volta risultare solo tempo perso. Allora la provocazione: se ci sono i numeri, e i numeri ci sono solo se non si condivide l’azione amministrativa di questi anni, perché perdere tempo? Ci sono altre iniziative come ad esempio le firme dal notaio: sarebbe l’unica soluzione per togliersi dall’ambiguità. Chi non firma a questo punto sarebbe chiaramente a favore dell’attuale Amministrazione.

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