Il PD di Manduria incontra i propri rappresentanti regionali: massima qualificazione del Giannuzzi dopo l’esperienza H Covid.

L’annoso e complesso tema della sanità locale e le prospettive future legate all’ospedale Giannuzzi di Manduria al termine dell’esperienza H Covid sono stati al centro di un incontro che il Partito Democratico di Manduria ha tenuto con i Consiglieri regionali dell’area orientale tarantina Vincenzo Digregorio e Michele Mazzarano.

La discussione si è aperta partendo da un auspicio comune, esito pure della tragica esperienza consegnataci dalla pandemia: la necessità di un nuovo approccio, anche normativo, ai temi della sanità, che non andrà più considerata come un costo che si aggiunge alle altre voci di spesa, ma come un investimento sulla qualità della vita.” – si legge in una nota – “Ai Consiglieri regionali il coordinamento del PD di Manduria ha espresso le proprie preoccupazioni in merito alla possibile alienazione definitiva, una volta superata l’emergenza pandemica, di servizi e reparti di onorata storica tradizione dell’ospedale Giannuzzi (Oncologia Medica, Nefrologia, ecc), attualmente chiusi o trasferiti per far posto ad un’esperienza H COVID; altrettanta preoccupazione si è avanzata per una sanità territoriale che vede l’offerta di prestazioni specialistiche in misura notevolmente minore rispetto ad altri territori.

I Consiglieri regionali hanno reso noto che è all’attenzione del Governo c’è la possibile revisione del DM 70/15. A tal fine si sono detti convinti che “questioni di bacino d’utenza, di collocazione geografica e di organizzazione di rete depongono per la salvaguardia e il potenziamento del presidio ospedaliero manduriano, munito di tutte le branche di un ospedale di base; d’altra parte sarebbe inammissibile che la prestazione offerta nell’emergenza Covid non fosse considerata e valorizzata: il sacrificio compiuto con l’assunzione del più alto rischio possibile per salvare vite umane non può che costituire il presupposto per una qualificazione massima del Giannuzzi di Manduria.

Dalla discussione è emersa la grande sfida della nuova sanità, rappresentata dall’esigenza di potenziare i servizi territoriali (ambulatori non ospedalieri, distretti sociosanitari, servizi territoriali della salute mentale, della prevenzione, della riabilitazione, assistenza domiciliare, USCA), che consentano quella continuità di cui oggi si sente il bisogno. Nelle moderne organizzazioni sanitarie non si può pensare ad un ospedale funzionale che non si innesti su una sanità territoriale forte e radicata.”

Si è concluso – si legge ancora nella nota – che l’impegno di tutti deve essere rivolto oltre che nella direzione di mantenere l’ospedale, anche nel potenziare ai massimi livelli la medicina di prossimità che, purtroppo, è la grande assente nel dramma della pandemia: la domiciliarità nella continuità assistenziale, il sostanziale fallimento delle USCA sono la causa dell’ingolfamento degli ospedali e del grande numero di morti. Gli investimenti e le risorse per implementare la medicina del territorio ci sono e molti altri se ne prevedono: attiviamoci insieme perché arrivino nei territori più sforniti della zona orientale di Taranto. Questa l’esortazione finale dei Consiglieri del PD regionale.”

Per approfondire questi temi, particolarmente importanti per il territorio e i suoi abitanti, il Partito Democratico di Manduria incontrerà mercoledì 21 aprile l’Assessore alla Sanità della Regione Puglia prof. Lopalco.

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