Forte odore di gas e malori a Taranto. Sull’Eni indaga la Procura

 

Un forte odore di gas, irritazioni alle vie respiratorie e malori. Sette persone sono sotto osservazione in ospedale a Taranto: si tratta di pazienti cronici, peggiorati negli ultimi giorni, da quando sulla città jonica l’aria si è fatta irrespirabile. L’Arpa conferma: “La sorgente dei cattivi odori che si avvertono in questi giorni a Taranto è senz’altro la raffineria Eni”, dice chiaramente il direttore dell’Agenzia per l’ambiente professor Giorgio Assennato. “Non è un effetto dovuto al cosiddetto sversamento – ha precisato Assennato – ma è legato alla ripresa della attività della raffineria dopo il black out”.

“La ripresa dell’attività – ha aggiunto – è sempre un momento critico, che fa segnare valori molto alti di inquinamento e in questo caso probabilmente è stato reso ancora più critico, forse, a causa delle avverse condizioni meteorologiche che c’erano in quel momento. La vicenda assume particolare rilievo perché avviene in una città, quella di Taranto, sotto tiro dal punto di vista ambientale e sanitario”.

L’azienda però precisa – con riferimento all’attribuzione degli odori molesti alla raffineria di Taranto- che “sono stati effettuati controlli interni al sito che non hanno evidenziato alcuna fonte di possibile inquinamento olfattivo. Tali controlli, svolti nei giorni precedenti, a raffineria ferma, hanno avuto esito analogo. Le attività di  avviamento della raffineria, che non ha subito alcun guasto, stanno procedendo secondo le normali procedure operative”.
Intanto sulla vicenda che ha portato anche allo sversamento in mare di  una grande quantità di greggio e alla formazione di una chiazza estesa per 80 metri lineari sotto costa  e larga 10 dieci, la Procura di Taranto,  ha aperto un’inchiesta per stabilirne cause e responsabilità. Getto pericoloso di cose è il reato ipotizzato. Le indagini sono confluite in un fascicolo che il procuratore di Taranto Franco Sebastio aveva già aperto un mese fa, delegando all’Arpa una serie di interrogatori a dirigenti e dipendenti dello stabilimento.


L’Agenzia regionale per l’ambiente è stata inoltre incaricata di effettuare una serie di verifiche di laboratorio sui campioni di materiale raccolti in acqua per stabilirne la natura.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha  disposto un’indagine conoscitiva presso lo stabilimento Eni di Taranto che avrà come obiettivo quello di accertare, insieme alle autorità preposte, se siano state ottemperate tutte le misure riguardanti la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente”.

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