Ex Ilva, i Genitori Tarantini tornano in piazza: “I rischi non sono finiti”
La sospensione dell’attività dell’area a caldo dell’ex Ilva non chiude la mobilitazione dei Genitori Tarantini. L’associazione, tra i protagonisti della battaglia legale che ha portato al provvedimento di sospensione, annuncia una nuova manifestazione organizzata insieme ad altre associazioni ambientaliste, per il 17 ottobre, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione il futuro ambientale ed economico della città.
L’iniziativa si chiamerà “Taranto torna a vivere” e sarà accompagnata dallo slogan “Via i veleni da Taranto”. Nei manifesti della manifestazione, una mano strappa simbolicamente le ciminiere dalla città.
L’annuncio arriva nel giorno in cui la Corte d’Appello di Milano ha rigettato i ricorsi presentati da ILVA Spa e Acciaierie d’Italia contro la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento tarantino.
Per l’associazione, però, la vicenda giudiziaria non rappresenta la conclusione della mobilitazione. A preoccupare ora sono, secondo i Genitori Tarantini, i possibili effetti ambientali del nuovo percorso industriale legato alla decarbonizzazione.
“La storia dell’acciaio a Taranto appartiene ormai al passato. Il futuro del territorio jonico dovrà svilupparsi su direttive ben definite: infrastrutture, turismo e lavori sostenibili”, sostiene Massimo Castellana, portavoce dell’associazione.
Nella visione dei Genitori Tarantini, una delle priorità sarebbe la valorizzazione del porto di Taranto, che secondo Castellana sarebbe oggi utilizzato solo in parte anche a causa della destinazione all’industria pesante di quattro dei cinque sporgenti portuali.
L’associazione guarda inoltre alla possibilità di sviluppare maggiormente il retroporto e di creare collegamenti diretti tra l’area portuale e l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, sostenendo l’opportunità di aprire lo scalo anche al traffico civile. Secondo Castellana, queste trasformazioni potrebbero favorire nuovi posti di lavoro.
Un altro settore indicato come strategico è quello turistico, insieme alle attività legate al mare e all’agricoltura. I Genitori Tarantini citano in particolare mitilicoltori, pescatori, agricoltori e allevatori, categorie che, secondo l’associazione, avrebbero risentito maggiormente della presenza dell’acciaieria e dell’impatto ambientale attribuito all’attività industriale.
La manifestazione del 17 ottobre si inserisce dunque in una fase ancora aperta sul futuro dell’area industriale tarantina. Da una parte prosegue il percorso giudiziario sulla sospensione dell’area a caldo, con il prossimo passaggio davanti alle Sezioni Unite della Cassazione, attese il 20 ottobre; dall’altra, associazioni e cittadini chiedono che le scelte sul futuro dello stabilimento siano accompagnate da una riflessione più ampia sul modello di sviluppo del territorio.

