Eccellenza pugliese: Il patron De Cagna lascia il mondo del calcio in contrasto con vertici Figc.

Chiusa la stagione in corso, l’imprenditore salentino delle luminarie lascerà ogni ruolo attivo nel De Cagna 2010 Otranto, società di Eccellenza pugliese che continuerà a mantenere la corrente denominazione sociale e proseguirà il suo percorso sportivo.

«Non mi riconosco più in questo mondo, non sento di appartenerci e sino a quando resteranno al comando le solite persone – va diretto De Cagna – resterò lontano».
Una vita al servizio del calcio, una passione portata avanti con orgoglio con il gioiello di famiglia, la “Gino & Sebastiano De Cagna” impegnata nei tornei di settore giovanile, esperienze in società importanti del calcio salentino e nella sua Scorrano.
Ai nastri di partenza della stagione 2020/2021, la decisione di unire le forze con la Fc Otranto del presidente Giovanni Mazzeo: nasce il De Cagna 2010 Otranto. «La voglia era quella di disputare il torneo di Eccellenza più affascinante e importante d’Italia, quello pugliese – ricorda De Cagna – con la possibilità di confrontarsi con squadre che hanno fatto la storia del calcio regionale anche nel professionismo».
Sul finire del campionato 2019/2020, lo scoppio della pandemia da Covid- 19: «e con essa iniziano i disastri della Figc regionale che, in persona del suo presidente Tisci, non ha fatto nulla per aiutare le società in modo concreto – l’affondo di De Cagna – ma si è “inventato” la divisione in due gironi per il campionato successivo con la scusa di evitare le trasferte più lunghe verso e dal Gargano.
Ripescaggi senza fine dal torneo di Promozione, 28 tasse di iscrizioni incassate. Il risultato è stato – sottolinea ancora il quasi ex patron della De Cagna Otranto – abbassare il livello dell’Eccellenza in maniera clamorosa, avallare una sola promozione nonostante i due gironi da 14. Forse, a volere pensare male, questa “rivoluzione” è stata più utile alle elezioni della Lnd Puglia del 2021 che al calcio di questa terra».
Con il Covid che torna a mordere nell’autunno 2020, lo stop di diversi mesi ai campionati dilettantistici pugliesi anche nella passata stagione. «Avremmo potuto seguire il protocollo usato per la serie D e non arrivare a inventarci un campionato con il solo girone di andata pure di condurre in porto una stagione già falsata. In attesa di comunicazioni che sono state sempre tardive e non sufficienti, le società sono state costrette però a tenere gli organici di partenza, costi enormi per tutti che alla fine hanno portato soltanto una squadra pugliese in quarta serie».
Giuseppe De Cagna passa poi ad analizzare la stagione in corso: «Ancora mancanza di comunicazione istituzionale, all’inizio si naviga a vista e si deve aspettare la fine del girone di andata per avere la certezza che è stata confermata un’unica promozione e, anzi, sono stati eliminati anche i playoff. Le società tirano i remi in barca – aggiunge il patron del De Cagna 2010 Otranto – il campionato perde ogni residuale interesse con Martina e Barletta che comandano con autorità i rispettivi raggruppamenti. Un torneo amatoriale, senza sostanziali traguardi per oltre il 70% delle compagini di Eccellenza».
In vista del prossimo futuro, una ridda di voci ma nulla ancora di programmato e definito: «Si sente dire che al termine della stagione 2022/2023 si tornerà al girone unico con una serie lunghissima di retrocessioni. Un’assurdità, è tutto allucinante. Sono due anni che protesto e ci metto la faccia – va giù duro De Cagna – di fronte ai vertici del calcio pugliese e del suo presidente, ho preso anche squalifiche perché quando non si hanno considerazioni plausibili da contrappore, si squalificano e si
multano le voci fuori dal coro. Soltanto qualcuno ha condiviso le mie posizioni, ricordo il collega Lacarbonara del Martina, anche lui squalificato. Molti fanno buon viso a cattivo gioco – l’amara conclusione di Giuseppe De Cagna – ma nessuno che abbia la forza di esporsi pubblicamente. Per questo dico basta ed esco da questo mondo»
 
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