Depuratore Urmo Belsito: Accolto il ricorso, AQP dovrà consegnare gli atti richiesti

Primi sviluppi positivi nella battaglia legale contro il depuratore consortile che si sta realizzando  a ridosso della zona residenziale di Urmo Belsito.

Con la sentenza n. 1239 emessa il 5 Ottobre 2020 il Tar  ha accolto il ricorso contro Acquedotto Pugliese per il diritto di accesso presentato dal ricorrente Antonio Saracino, uno degli attivisti storici di questa battaglia contro la localizzazione dell’impianto, condannando AQP a consegnare tutta la documentazione richiesta ovvero:
– il capitolato speciale di appalto dei lavori in corso al depuratore di Urmo/Belsito;
– il cronoprogramma dei lavori del depuratore.
 
Si tratta di una importante svolta.
“Sulla base di questa documentazione si potranno conoscere fino in fondo tutti i contenuti dell’opera che è in corso di realizzazione. Viene quindi neutralizzata la coltre di rifiuti di accesso agli atti che AQP ha steso finora per nascondere ogni informazione, anche quelle di carattere ed interesse ambientale sul depuratore. – ha spiegato l’Avv. milanese Claudio Linzola, che ha patrocinato il ricorrente unitamente all’avv. Francesco Di Lauro: “E’ una sentenza che ha riconosciuto il diritto all’esibizione della
documentazione dopo una attenta e severissima selezione dei motivi di ricorso.
 
L’unico aspetto non convincente è quello relativo all’autorizzazione del 2007/2009, in relazione alla quale il TAR – accogliendo una eccezione di AQP – scrive che sarebbe pubblicata e perciò pienamente accessibile. Ebbene nemmeno AQP ha scritto nella sua difesa avanti al TAR dove sarebbe però pubblicata”.
 
L’avv. Linzola ha già contattato Regione Puglia ed ha chiesto ad AQP di mettere a disposizione al più presto i documenti richiesti.
L’Associazione Azzurro ionio, che ha stimolato e sostenuto il ricorso, saluta con favore questa affermazione di un diritto che dovrebbe essere scontato in una democrazia reale, ma che evidentemente non lo è per certi potentati politico-amministrativi come Aqp, da sempre pervicacemente ostile a qualsiasi ingerenza ‘dal basso’ , in un tanto collaudato quanto discutibile sistema di appalti per la depurazione con scarico
nelle più belle e tutelate zone naturali salentine, da Torre Guaceto a Porto Cesareo, passando per la riserva naturale Salina dei Monaci, dove si sta costruendo il depuratore di Urmo Belsito.
 
“ Questa”- conclude l’avv. Di Lauro, già presidente di Azzurro Ionio, “è solo la prima delle iniziative giudiziarie che l’Associazione sta per promuovere per cercare di assicurare, in questa vicenda, almeno i fondamenti della democrazia e della legalità.”
 
 
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