Depuratore. Pressing del sindaco di Sava Iaia sulla Regione

Il sindaco di Sava Avv. Dario Iaia torna a chiedere alla Regione Puglia a che punto è l’iter sulla realizzazione del depuratore consortile Manduria – Sava alla luce dei recenti sviluppi. “Dagli organi di informazione, – scrive Iaia in una lettera al Presidente Emiliano e ai Consiglieri Regionali – abbiamo appreso della nuova ipotesi progettuale presentata, alcune settimane addietro, da rappresentanti di AQP s.p.a. agli amministratori dei Comuni di Manduria e di Avetrana. Con tale ipotesi, la Regione Puglia ed l’Acquedotto Pugliese accantonano la realizzazione della condotta sottomarina, che tanta avversità aveva determinato sul territorio e prevedono lo scarico delle acque reflue depurate, secondo il D.M. 185/03, in pozzi sperdenti ed in trincee drenanti e, nel contempo, il riuso delle acque in agricoltura dopo essere state convogliate in una vasca nella disponibilità del Consorzio di Bonifica “ARNEO”.
Iaia precisa che anche il Comune di Sava è favorevole a questo tipo di ipotesi progettuale, così come rappresentato in diverse occasioni in passato, ma preoccupazione traspare circa i tempi di realizzazione dell’opera.
“…Dobbiamo rilevare – dice Iaia – come dalla lettura della nuova ipotesi progettuale, si evinca che l’iter che ci condurrà alla realizzazione dell’opera sia tutt’altro che concluso. Al contrario, ci pare che, quantomeno dal punto di vista del procedimento amministrativo, siano stati fatti diversi passi indietro. Basti pensare, ad esempio, alla deroga da parte del Ministero dell’Ambiente riguardo lo scarico nel sottosuolo ed alla nuova valutazione di impatto ambientale necessaria, oltre alle altre autorizzazioni richieste ed alle implicazioni attinenti la gara pubblica già aggiudicata in via definitiva quasi due anni or sono.”
Il sindaco di Sava sollecita, dunque, l’inizio in tempi rapidi dei lavori riguardanti il solo depuratore dato che il paese attende la realizzazione dell’opera da sempre e necessita che quest’ultima venga realizzata nel più breve tempo possibile, anche per una situazione igienico-sanitaria non delle migliori. Iaia chiede, inoltre, che la Regione Puglia e Acquedotto Pugliese s.p.a., comunichino il cronoprogramma previsto per il completamento dell’opera ovvero, laddove questo non sia stato stilato, di prevederlo in modo tale da calendarizzare le attività che dovranno essere poste in essere, individuando le diverse responsabilità. No insomma al rinvio dei lavori “sine die”, e, ancora più grave, al rischio di perdere le risorse a disposizione o di aprire il varco ad una azione sanzionatoria da parte dell’Unione Europea ovvero di risarcimento danni da parte dell’impresa aggiudicataria dell’appalto.

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