Depuratore Manduria – Sava sovradimensionato e i Verdi si rivolgono alla magistratura

Verificare la regolarità dell’intera procedura di progettazione del depuratore consortile Manduria – Sava. E’ quanto chiedono all’A.G. i Verdi di Manduria che, per scongiurare la costruzione dell’opera così come concepita, considerato l’avanzato stato della procedura dell’impianto ormai prossimo alla cantierizzazione, hanno presentato un esposto-denuncia ritenendo che l’azione giudiziaria, già da tempo, sia l’unica strada percorribile.
Si è provveduto, dunque, ad analizzare le criticità del progetto partendo da un quadro generale che ha dato risultati desolanti come anche emerso in seguito ad un’interpellanza di alcuni deputati del M5S del gennaio 2014,ovvero che sono 187 i depuratori pugliesi che non funzionano.

“Il sistema di depurazione dei reflui urbani adottato dalla Regione Puglia in questi anni si basa prevalentemente sul “collettamento”, che consiste nel far confluire in un unico grande impianto i reflui di un certo numero di paesi, a volte neanche troppo vicini, utilizzando come recapito finale degli stessi, sommariamente depurati (tab.1/2), il mare. Basti pensare al depuratore della B.A.T. che riversa nel mare di Trani anche i reflui provenienti da Minervino Murge.
Che tali grossi impianti non funzionino e determinino l’inquinamento delle acque marine in cui riversano il loro effluente è ormai un dato unanimemente accettato e provato dalle rilevazioni tanto di Goletta Verde quanto delle stesse A.R.P.A.. In un convegno del 2011 gli stessi biologi di ARPA Puglia affermavano che il sistema del collettamento non è sostenibile dal punto di vista ambientale, per una serie di cause, a monte e a valle, e suggerivano di cambiare strategia, in linea con i paesi più avanzati.”
I Verdi di Manduria hanno sempre ritenuto l’impianto del realizzando depuratore consortile Manduria, Sava e marine di Manduria sovradimensionato rispetto alle reali esigenze. Per questo i Verdi stroncano ogni possibile mediazione ritenendo che “il progetto vada rigettato “in toto”e non sia emendabile in alcuna sua parte, in quanto esso risponde ad una ben precisa “ratio”, che nasce da un assunto preliminare e ne determina ogni singolo aspetto, non condivisibile: che il recapito finale dei reflui, depurati in tab. 1/2 debba essere il Mare Ionio. “Da questa scelta, evidentemente la più comoda per il gestore, derivano tutte le altre, compresi il sovradimensionamento dell’impianto e la sua ubicazione in prossimità della costa. Tale scelta – hanno rimarcato in una conferenza stampa i Verdi – non è mai stata messa sino ad oggi in discussione, nonostante tutti i tentativi da più parte fatti da Comuni, Provincia di Taranto, associazioni, comitati ecc. , nonostante le manifestazioni , le petizioni, le raccolte di firme, ecc. Tutto è fermo alle promesse fatte dall’ex- assessore regionale Amati il 22 settembre 2011 al Consiglio Comunale di Manduria, che promesse sono rimaste in quanto nessun atto formale è ad esse seguito: che si sarebbe studiato il sistema di riutilizzare i reflui , opportunamente affinati in tab. 4, in agricoltura e che lo scarico in mare sarebbe stato utilizzato solo per le emergenze e per il periodo invernale.
Quale che sia l’esito delle trattative attualmente in corso, rispetto ad una proposta fatta dall’amministrazione di Manduria, i verdi ritengono che nel progettare il depuratore consortile e nel dar corso alla fase attuativa dello stesso, i vertici regionali non abbiano agito a vantaggio dei territori e delle popolazioni che li abitano, valutando con onestà intellettuale i rischi che le soluzioni progettuali adottate comportavano per l’ambiente. Se ciò avessero fatto, il più elementare principio di precauzione avrebbe dovuto suggerire loro di non proseguire ad ogni costo per una strada che altrove si stava già rivelando disastrosa, tanto da provocare l’intervento della magistratura.”
I Verdi non intendono aspettare di assistere allo scempio ambientale che si sta provocando oggi a Torre Guaceto o in altre zone della Puglia ed hanno argomentato l’esposto – denuncia in maniera dettagliata con relazioni, numeri e documentazione, anche fotografica, attestante l’attuale stato di degrado ambientale di alcuni luoghi dove si registra il malfunzionamento dei depuratori.

“La cosa che salta all’occhio, – affermano – è proprio la previsione di quest’opera spropositata ed i presupposti che hanno giustificato la sua progettazione. Si è inteso progettare un depuratore consortile con scarico a mare, giustificandolo con un afflusso di reflui, di circa 10.000 mc giornalieri, per circa 70.000 abitanti equivalenti.
Sono proprio questi numeri che stridono con la realtà. Da dove sono venuti fuori i 70.000 abitanti equivalenti, se consideriamo che Manduria conta 31.000 residenti e Sava 16.000? Sicuramente non possono essere i turisti, a giustificare tali numeri, visto che gli abitanti delle seconde case delle Marine di Manduria, non sono altro che gli stessi manduriani, che l’estate si spostano per villeggiare; mentre Torre Ovo non fa testo poiché, gli scarichi di quella Marina vengono collettati nel depuratore di Torricella.
Quindi considerando lo stato reale ed attuale, che vede la maggior parte del territorio non coperto da rete fognante, il depuratore potrà ricevere reflui solo per circa 20.000 abitanti equivalenti. Tale situazione sarà causa di malfunzionamento dell’impianto e quindi di inevitabile inquinamento.”
E concludono con una domanda, la cui risposta potrebbe interessare la magistratura: “perché realizzare un’opera di questa portata chiaramente sovradimensionata?”

Conferenza stampa Verdi - Depuratore Consortile Manduria-Sava 1

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