Depuratore. Ing. Capogrosso: “Resta una speranza, l’ultima: che, almeno, si fidino di ARPA e che pongano rimedio – seppur tardivo – a ciò che si trasformerà in uno scempio.”

Discarica, cattivi odori, trincee drenanti, PUG, …sui “fondamentali”, assistiamo a Manduria ad un disastro dietro l’altro, che si susseguono e mutano in inquietudine sociale.

In questo contesto, la pioggia di provvidenze provenienti dal PNRR genera speranze, che nessuno si augura vengano deluse. L’obbligo di spendere velocemente e secondo tempistiche stringenti crea però, non poche perplessità. Alcune vengono dal timore di ‘leggerezza’ nella gestione degli appalti di ingenti lavori pubblici, altre dalla paura che nella frettolosa esecuzione dei lavori non si rispettino i principi del DNSH (Do Not Significant Harm) alla base del PNRR, ovvero di non causare danni all’ambiente e al territorio. La scarsa sensibilità ambientale e urbanistica manifestata dalla maggioranza Pecoraro è infatti malinconicamente nota.
Ci auguriamo vivamente di non trovarci di fronte, in pochi anni, ad opere incompiute o compiute male, una sequenza di quantità e non un avanzamento di qualità, visto che il tutto si sta per affrontare in assenza,
ricordiamo, e questo è un enorme paradosso, di uno strumento urbanistico solido, attuale ed adeguato.
Salvaguardare il territorio e la salute pubblica: quello dovrebbe essere l’imperativo per ogni amministratore. Invece bisogna assistere allo scempio della ‘Marina’ con le folli trincee drenanti che produrranno, a breve, il divieto permanente  alla balneazione, alla pesca e ad altre attività produttive del mare a causa di ben 500 metri (!!!) di fascia di rispetto da garantire intorno al punto di scarico, che sappiamo sarà il Bacino di Torre Colimena, e che, inutile nasconderselo ormai, costituirà una sorta di
condanna definitiva di Torre Colimena sia dal punto di vista turistico che paesaggistico.
Le mie osservazioni di maggio 2022 in Consiglio Comunale richiamavano anche questo rischio, giammai
preso in considerazione dal sindaco Pecoraro, dalla sua maggioranza e dall’assessore al ramo. Ora però è
ARPA a ribadirlo, in un parere pubblicato lo scorso 4 agosto. ARPA, che si dimostra perplessa anche sulla
valutazione dell’impatto odorigeno effettuata da AQP, che non contempla tutte le sorgenti emissive presenti nell’impianto di depurazione, come anche le sorgenti odorigene derivanti dall’area ‘trincee drenanti’. 
Altre carenze riguardano anche gli elaborati forniti relativi al comportamento idraulico del bacino di Torre Colimena. E questi sono solo alcuni dei rilievi forniti da Arpa. Ce ne sono altri, alla faccia della superficialità dimostrata invece, dai consiglieri della maggioranza Pecoraro, che approvarono ciò che è già storia, scartando una più che valida proposta alternativa a portata di mano! Rimarranno, a costoro, un pugno di fotografie scattate in ‘sontuose stanze’ e i rimorsi per il danno perenne inferto alla città e al territorio.
Resta una speranza, l’ultima: che, almeno, si fidino di ARPA e che pongano rimedio – seppur tardivo – a ciò che si trasformerà in uno scempio.
Altrimenti il loro nome sarà solo associato a questa triste vicenda e a quello del sindaco e dell’assessore al
ramo. È brutto passare alla piccola storia della nostra città in quanto spalla, non si sa quanto consapevole,
di una delle sue pagine più nere. E non ci saranno cestini dei rifiuti, scope, innaffiatoi al cimitero e ballate di pizzica che potranno pareggiarne il conto. 
Consigliere Comunale Ing. Agostino Capogrosso 
 
(Nota del Consigliere Comunale del Gruppo GEA Ing. Agostino Capogrosso)