Depuratore Consortile: AQP va avanti e chiede deroga al PPTR per scaricare nel Bacino di Torre Colimena

Aqp Pugliese SpA ha presentato ieri 23 Marzo 2020 le integrazioni al progetto di fattibilità tecnica ed economica per il riutilizzo dei reflui trattati dal nuovo depuratore consortile di Sava e Manduria (TA) e relativi scarichi complementari.

Tale documento che sarà sottoposto al Comitato di VIA per la valutazione di impatto ambientale riguarda le opere di cui al Secondo stralcio funzionale: l’impianto progettuale individua come soluzione tecnica il riutilizzo delle acque reflue depurate ed affinate del nuovo depuratore consortile di Sava-Manduria e ulteriori scarichi complementari. Le opere in esame nel presente Studio di Impatto Ambientale consistono in:

  • n. 1 vasca di accumulo delle acque affinate con annesso impianto di sollevamento con sistema impiantistico di rilancio e opere elettromeccaniche;
  • condotta premente in PEAD PE100 DE630 mm per il convogliamento dei reflui affinati alla vasca di accumulo del Chidro gestita dal Consorzio di Bonifica dell’Arneo da cui diparte la distribuzione irrigua dell’Ente;
  • sistema di derivazione delle portate sollevate al Buffer Ecologico, con rete interna di condotte in acciaio DN200 mm e collettamento ai bacini impermeabili;
  • completamento del Buffer Ecologico, presso località Masseria della Marina, con la realizzazione di n. 4 bacini di accumulo delle acque affinate di superficie pari a 2,0 ha per un volume totale pari a circa 23.000 mc; le opere saranno realizzate con solette in c.a., sulle quali, al fine di garantire la perfetta impermeabilizzazione dei bacini, saranno posati in opera teli in HDPE alla base ed alle sponde dei bacini con ammorsamento al bordo superiore della sponda;
  • realizzazione di un recapito complementare, tramite una condotta emissario a gravità in ghisa sferoidale DN600 mm, dal nuovo impianto depurativo al corpo idrico superficiale costituito da un canale di bonifica recapitante nel Bacino di Torre Colimena. Al fine di eliminare qualsiasi tipo di interferenza con aree di particolare pregio ambientale e paesaggistico, è stato previsto, per alcuni tratti, l’utilizzo della tecnica di posa mediante trivellazione orizzontale controllata.
  • interventi di ingegneria naturalistica sul corpo idrico superficiale summenzionato, utili a favorire il pieno inserimento ambientale del recapito, con piantumazione di specie arboree autoctone;
  • sistema di monitoraggio quali-quantitativo del refluo affluente al recapito e della qualità delle acque presenti nel bacino di Torre Colimena.

Sono state analizzate alternative per definire l’ubicazione dell’area buffer, del recapito complementare in corpo idrico superficiale e dei tracciati delle condotte.

Per quanto riguarda l’AREA BUFFER il progetto ha tenuto conto della proposta congiunta formulata dalle amministrazioni comunali di Manduria e Avetrana, nella quale sono riportate le seguenti considerazioni: “il Comune di Manduria ha predisposto atti propedeutici alla valorizzazione e/o al cambio di destinazione d’uso di una grande area di proprietà al fine di uno sviluppo eco-sostenibile per progetti naturalistico – sportivi ovvero a sostegno di uno sviluppo turistico del territorio; che i suddetti terreni, corrispondenti alla zona della Masseria Marina di oltre 100 ha, per gli sviluppi territoriali di cui al punto precedente, necessitano di grandi quantitativi di acqua (auspicabilmente acqua affinata per non compromettere ulteriormente la falda); che tali terreni, per la loro peculiarità geomorfologica (come mostrato dallo Studio di Fattibilità redatto dall’Ing. Dellisanti e dal Dr. Moscogiuri per conto del Comune di Manduria) sono idonei ad ospitare una zona di trincea drenante quale sicurezza idraulica, che garantisca lo scarico ultimo in caso di non utilizzo completo delle acque affinate. Le condizioni geologiche ed idrogeologiche dell’area di Masseria Marina sono particolarmente favorevoli anche per lo scarico al suolo attraverso pozzi sperdenti, come indicato dal prof. Del Prete per conto del Comune di Avetrana: essi infatti possono essere allocati in una vasta area (100 h) che, essendo costituita da calcareniti fessurate intercalate da livelli limoso-sabbiosi sciolti, risulta in grado di accogliere i reflui depurati in tab. 4, senza immissioni dirette nella sottostante falda salmastra”.

In merito allo SCARICO COMPLEMENTARE IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE Il Servizio Risorse Idriche della Regione Puglia, con parere del 15.11.2018, ha fatto rilevare l’impossibilità di prevedere il suolo come unico recapito, invitando a valutare per il Buffer 2 soluzioni tecniche coerenti con Dlgs. 152/06 e con la DGR 1150/17 di modifica al PTA. Pertanto, si è proceduto ad effettuare le necessarie valutazioni per addivenire ad una soluzione che fosse compatibile con tali indicazioni, condividendo con il Servizio regionale in parola la possibilità di utilizzare come recapito un corpo idrico superficiale, evitando lo scarico diretto a mare.

Dopo aver escluso altre soluzioni il progetto evidenzia come l’unica alternativa possibile sia il Bacino di Torre Colimena e, quindi, nell’ambito del presente Studio di Impatto Ambientale sono stati condotti i necessari approfondimenti, in modo da valutare le caratteristiche del bacino, sia in termini di qualità delle acque che di valenza vegetazionale e faunistica.

“Tale soluzione non è stata finora presa in considerazione soprattutto per l’elevata distanza dall’impianto di trattamento, ma ad oggi si profila come l’unica soluzione possibile rispetto alla quale tutte le valutazioni fino ad oggi condotte trovano un punto di sintesi e di compromesso.”

Costruito dal Consorzio di Bonifica e finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno negli anni ‘50. Il bacino faceva parte di un unico corpo di lavori denominati “Lavori di Bonifica della Palude Columena-Bassura Fellicchie” ed è stato realizzato con un sistema di canali collegati con varici intermedie e comunicanti con il mare, al fine di conseguire, durante le escursioni di marea la salsificazione delle acque palustri e quindi impedire lo sviluppo di vegetazioni infestanti e di larve anofeliche. Opera Pubblica di Bonifica che appartiene al Demanio Pubblico dello Stato-Ramo Bonifiche; il Consorzio Arneo la gestisce in quanto concessionario.

La scelta di utilizzare il bacino di Torre Colimena come ulteriore scarico complementare (oltre ai bacini di filtrazione), oltre a consentire il rispetto delle previsioni del PTA (scarico in corpo idrico superficiale), presenta le seguenti sostanziali condizioni preferenziali rispetto alla tutela dell’ambiente marino-costiero: – Incrementare il ricambio idrico generale del bacino stesso, favorendo una migliore circolazione dell’ossigeno, limitando i fenomeni distrofici anossici (già ad oggi rilevati e sicuramente più accentuati nei periodi di maggiore rialzo termico), incrementando la maggiore diffusione della prateria di zostera (che a tratti resiste all’interno del bacino, ma minacciata dalla scarsa circolazione idrica). – La qualità delle acque del bacino è in linea con la qualità dell’effluente depurato e, pertanto, non si determina alcuna ripercussione negativa. – La premiscelazione con le acque salmastre del bacino consente di mitigare in modo sostanziale l’alterazione del grado salinità delle acque marino costiere normalmente associato agli scarichi diretti in mare. In sostanza, il recapito definito nell’ambito del bacino di Torre Colimena si configura come una sorta di riuso ambientale di un’area ambientalmente sensibile, rispetto alla quale si rilevano delle criticità che l’apporto delle acque reflue trattate può contribuire a risolvere.

Secondo AQP quella del depuratore consortile è sicuramente un’opera di pubblica utilità per tale ragione è stata presentata istanza di deroga al PPTR per realizzare le opere necessarie.

Alcune opere ricadrebbero anche nella riserva naturale:

“…A interferire con le Riserve del Litorale Tarantino Orientale sono la condotta verso il Buffer ecologico, prevista interrata lungo l’esistente strada provinciale e la condotta di recapito complementare da realizzarsi in parte su strada esistente mediante scavo tradizionale e per un ultimo tratto in sede propria mediante tecnica no dig. posto che la posa delle tubazioni non incide in maniera significativa sugli elementi del paesaggio e sugli equilibri ecosistemici ambientali, si specifica che la modalità di recapito complementare prevista dal progetto consiste nell’immissione di eventuali extra portate nel corpo idrico superficiale costituito da un canale di bonifica recapitante nel Bacino di Torre Colimena, garantendo livello minimo qualitativo delle acque trattate dal depuratore migliorativo rispetto a quello di cui alla Tab.4…

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