Datteri di mare e pesca illegale: sul litorale brindisino un attacco silenzioso agli ecosistemi. Sequestri e due denunce. Video
La distruzione degli ecosistemi marini non sempre avviene con gesti eclatanti. A volte si consuma in silenzio, nelle insenature della costa, dove la mano dell’uomo scava, frantuma, sottrae. È in questo scenario che si inserisce l’ultima operazione della Guardia di Finanza, impegnata a contrastare una delle pratiche più devastanti per il Mediterraneo: la pesca di frodo dei datteri di mare e di altre specie protette.
I militari della Sezione Operativa Navale di Brindisi, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari, hanno intensificato i controlli lungo il litorale brindisino, sequestrando 13,5 chilogrammi di datteri di mare, 3 chilogrammi di novellame e 45 chilogrammi di ricci di mare. Un quantitativo che, da solo, racconta la portata del fenomeno e la pressione esercitata su habitat già fragili.
L’operazione si è conclusa con la denuncia di due persone responsabili della pesca e commercializzazione dei datteri di mare e con sanzioni amministrative nei confronti di un ulteriore soggetto dedito alla vendita di novellame e ricci.
Tra tutti i reati contestati, la cattura del dattero di mare rappresenta la ferita più profonda. Questo mollusco vive incastonato nelle rocce calcaree costiere e la sua estrazione richiede la frantumazione del substrato roccioso. Non si tratta, dunque, di una semplice sottrazione di fauna marina, ma della distruzione fisica dell’habitat: un danno irreversibile, che compromette l’equilibrio biologico e altera in modo permanente la morfologia dei fondali.
Ogni chilo di datteri sottratto al mare equivale a metri quadrati di roccia distrutta, con conseguenze che si ripercuotono su intere comunità di organismi marini. È un crimine ambientale che lascia cicatrici visibili per decenni.
La componente Aeronavale della Guardia di Finanza continua a presidiare le acque territoriali con un’attività h24, contrastando la pesca illegale e tutelando gli operatori che lavorano nel rispetto delle norme e della sostenibilità delle risorse. Un impegno costante che, oltre a reprimere i reati, mira a proteggere un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
