Coronavirus e Lisozima. Interrogazione al Senato su acquisto del MIPAAF dell’enzima.

Il Ministro Teresa Bellanova riferisca in aula sull’acquisto di Lisozima. A chiederlo in una interrogazione sono i senatori Saverio De Bonis, Carlo Martelli e Maurizio Buccarella. Tale lisozima è un enzima in grado di distruggere la capsula proteica dei virus

facendo in modo che questi non si riproducano.

Questo il testo dell’Interrogazione:

Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute. –

Premesso che:

il made in Italy ha un potenziale alleato contro il coronavirus: il lisozima. Infatti, da un articolo di stampa on line, pubblicato da “Agricolae”, pare che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, tramite l’Ispettorato centrale repressione e frodi (ICQRF), abbia chiesto al consorzio del grana padano (prodotto da latte crudo a cui viene aggiunto il caglio, il lisozima e infine il sale) di “reperire lisozima perché parrebbe che 1,5 grammi al giorno – diviso tra mattina, pomeriggio e sera – per 5 o 7 giorni al mese sciolti in un bicchiere d’acqua possano essere assai utili contro le infezioni e soprattutto perché è una proteina naturale e non di sintesi chimica”;

il Ministero avrebbe pregato il consorzio di recuperarne in quantità e di inviarlo presso la sede del Ministero stesso, cosa che, secondo l’articolo, sarebbe stata fatta tramite corriere per far fronte al momento difficile che sta vivendo il Paese;

la faccenda, di cui Agricolae ha saputo indirettamente tramite circolari interne recapitate in redazione, sarebbe accaduta una settimana fa;

secondo il presidente del consiglio di amministrazione della società Prodotti antibiotici SpA, Maria Giovanna Caccia, “il lisozima è un farmaco di vecchia data sempre stato in commercio ma che aveva poca attenzione da parte dei medici. Da tre settimane le richieste sono aumentate in maniera esponenziale. La SpA è l’unica azienda in Italia a produrre il lisozima dagli anni Cinquanta, sviluppando il principio attivo scoperto da Fleming attraverso un processo di estrazione e produzione messo a punto in house. Per ora non siamo stati contattati direttamente dalle istituzioni, ma abbiamo avuto un incremento di richieste da parte dei grossisti che riforniscono anche gli ospedali”;

il farmaco in pochissimo tempo si è esaurito, nelle farmacie e nei depositi. Per riprodurlo occorre del tempo perché le procedure sono lunghe e complesse, ma pare che l’azienda stia provvedendo ad incrementare la produzione a fronte della forte richiesta;

considerato che:

il lisozima è un enzima del gruppo delle glicosidasi, dotato di azione batteriolitica. Scoperto da A. Fleming nel 1922 è contenuto in numerose secrezioni animali e umane, come nel muco nasale, nella saliva, nelle lacrime, nei tessuti, nella secrezione gastrica, nel bianco d’uovo, nel latte materno, proprio come prima barriera protettiva al fine di evitare infezioni e l’attacco di agenti patogeni. Il lisozima idrolizza il legame glicosidico tra l’acido N-acetilmuramico e la N-acetil-glucosammina, costituenti principali dei mucopeptidi della parete cellulare di molti batteri gram-positivi. In pratica, il lisozima è in grado di distruggere la capsula proteica dei virus facendo in modo che questi non si riproducano. Tutto in maniera naturale. Pertanto è un fattore naturale dell’immunità aspecifica cellulare ed umorale ad azione antivirale, antibatterica ed immunomodulante;

nel foglio illustrativo della versione farmaceutica si legge che rientra nella categoria farmacoterapeutica “antivirale per uso sistemico”. Il lisozima, legandosi alla superficie batterica, ne riduce infatti la carica elettrica negativa superficiale, rendendo più facile la fagocitosi del batterio, prima che intervengano le opsonine del sistema immunitario;

tenuto conto che:

non c’è nessuna evidenza scientifica pubblicata che questo enzima possa rappresentare la soluzione al coronavirus, salvo andando a cercare a tappeto nella letteratura scientifica. Dallo studio pubblicato il 5 settembre 2019 sulla BMC veterinary research da Joanna Malaczewska, Edyta Kaczorek-Lukowska, Roman Wojcik, e Andrzej Krzysztof Siwicki dal titolo “Antiviral effects of nisin, lysozyme, lactoferrin and their mixtures against bovine viral diarrhoea virus”, emerge che il lisozima, mischiato con la nisina e la lactoferrina, è attivo nei vari stadi dell’infezione e dimostra un forte effetto antivirale intervenendo sui livelli di RNA virali, il DNA del virus. Lo studio è stato conseguito sulla diarrea virale dei bovini;

negli anni passati molti lavori hanno dimostrato che il lisozima “ricombinante” (vale a dire riprodotto da colture batteriche) ha effetto su alcuni virus come quello dell’herpes e dell’HIV. Inoltre, da uno studio del 2018 emerge che il lisozima viene usato assieme ad altri componenti come lavaggio polmonare per infezioni batteriche gravi;

infine, il Ministero delle politiche agricole ha risposto ad Agricolae affermando che la notizia è infondata e che “nessun rapporto tra Ministero, ICQRF e Consorzio ci sia stato sulla questione e che qualora il lisozima sia stato richiesto da singoli lavoratori del Ministero, la questione verrà immediatamente approfondita in sede disciplinare”,

si chiede di sapere:

se il Ministro delle politiche agricole non ritenga urgente riferire su quanto pubblicato da Agricolae, circa la richiesta proveniente dal Ministero “di reperire per loro un po’ di lisozima”, così come scritto nelle due circolari del consorzio dirette ai produttori, la circolare n. 23/2020 SB/ca prot. n. 25 del 24 febbraio 2020 e la circolare n. 24/2020 SB/ca prot. n. 27 del 25 febbraio 2020, pubblicate da Agricolae, che avrebbe determinato l’esaurimento del farmaco nelle farmacie e delle scorte presso i grossisti che distribuiscono il farmaco. In particolare per chiarire: a) se la richiesta al consorzio sia stata fatta da “singoli lavoratori del Ministero” e, in questo caso, quali siano le motivazioni e come intenda agire nei loro riguardi; b) se il consorzio abbia inviato le circolari ai produttori consociati specificando, in maniera mendace, che la richiesta provenisse dal Ministero;

se il Ministro della salute voglia fornire maggiori informazioni sull’enzima lisozima, dotato di azione batteriolitica e se possa essere utilizzato nella cura del Covid-19, in questo momento così drammatico a causa della diffusione del virus: un eventuale effetto positivo dell’enzima nel fronteggiare l’evolversi della situazione epidemiologica in atto non solo rasserenerebbe gli animi, ma servirebbe anche ad invertire la preoccupante rotta che ha investito tutto il tessuto socio-economico del Paese.

Ulteriori informazioni :

CORONAVIRUS, POTENZIALE ALLEATO VIENE DAL MADE IN ITALY ED E’ NATURALE: IL LISOZIMA. LA SPA: “AGISCE SULLA CAPSULA DEI VIRUS E LI FERMA”. MA LE SCORTE “SONO ESAURITE”. E IL MIPAAF LO CHIEDE AL GRANA PADANO (ECCO LE LETTERE). POI LA SMENTITA DEL MINISTERO: NESSUNA RICHIESTA UFFICIALE A CONSORZIO. VERIFICHEREMO ED EVENTUALMENTE AGIREMO PER VIE DISCIPLINARI. AL VIA INTERROGAZIONI PARLAMENTARI

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