Fondi JTF Taranto, AVS replica a Iaia: «Il Governo non aggiunge risorse, utilizza soldi già destinati al territorio»
Non si tratterebbe di nuove risorse per Taranto, ma di finanziamenti già destinati al territorio che verrebbero utilizzati per sostenere un progetto legato alla filiera dell’idrogeno. È questa la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra Taranto, che interviene nella polemica sulla destinazione di 482 milioni di euro del Just Transition Fund (JTF), replicando alle dichiarazioni dell’onorevole Dario Iaia.
Al centro della contestazione c’è la scelta del Governo di utilizzare una parte consistente dei circa 800 milioni di euro del JTF per finanziare un intervento già destinatario di un’agevolazione nell’ambito del programma europeo IPCEI.
Secondo AVS, i due canali di finanziamento avrebbero dovuto rappresentare risorse aggiuntive l’uno rispetto all’altro, ampliando le possibilità di investimento e sviluppo per l’area ionica.
«Il Governo non sta offrendo un aiuto aggiuntivo: sta facendo pagare al territorio un investimento con soldi già suoi», sostengono gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, evidenziando come l’operazione rischi di ridurre le risorse complessivamente disponibili per la transizione economica e produttiva di Taranto.
Il movimento contesta anche la giustificazione fornita da Iaia, secondo il quale la riallocazione sarebbe necessaria per evitare la perdita dei finanziamenti a causa dei ritardi accumulati nell’attuazione del programma.
«Iaia documenti quali somme fossero realmente a rischio e perché non si sia accelerato sulle misure previste», chiedono gli esponenti di AVS, sottolineando che eventuali responsabilità nei ritardi dovrebbero essere accertate e attribuite al Governo, all’Autorità di gestione e alla Regione, ciascuno per le proprie competenze.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, infatti, le difficoltà nell’attuazione del programma non possono giustificare una riduzione delle opportunità destinate alle imprese e alla comunità locale.
A ribadire le preoccupazioni è Rosa D’Amato, commissaria regionale EV/AVS, che richiama le finalità originarie del Just Transition Fund: accompagnare Taranto nel superamento della dipendenza economica dalla grande industria siderurgica, favorendo la nascita di nuove attività produttive e la creazione di occupazione.
«Il JTF deve aiutare Taranto a superare la monocoltura siderurgica, sostenendo nuove imprese, filiere alternative e lavoro concreto», afferma D’Amato.
La concentrazione di quasi due terzi delle risorse su un unico progetto energetico, secondo l’esponente di AVS, rischierebbe di compromettere l’equilibrio tra i tre obiettivi fondamentali del programma: sviluppo energetico, diversificazione del sistema produttivo e mitigazione delle conseguenze sociali e occupazionali della transizione.
«Concentrare quasi due terzi della dotazione su un solo progetto energetico lascia le briciole alla diversificazione produttiva e alla mitigazione degli effetti sociali e occupazionali», aggiunge D’Amato, denunciando il rischio di ridimensionare gli interventi destinati a costruire alternative economiche per il territorio.
Da qui la richiesta di garantire ai progetti IPCEI finanziamenti aggiuntivi, salvaguardare integralmente la dotazione del Just Transition Fund e accelerare l’attuazione delle misure già previste a beneficio dell’intera comunità ionica.
La presa di posizione, sottoscritta da Rosa D’Amato e dal portavoce cittadino EV/AVS Giovanni Carbotti, alimenta il confronto politico sulla gestione delle risorse europee destinate a Taranto e sul modello di sviluppo da perseguire nella transizione post-siderurgica.

