JTF Taranto, Turco (M5S) incalza il Governo sui 482 milioni: «Che fine hanno fatto i finanziamenti statali per l’idrogeno?»
Che fine hanno fatto i finanziamenti statali originariamente previsti per il progetto sull’idrogeno verde, ora destinatario di 482 milioni di euro del Just Transition Fund? È l’interrogativo che il senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del Movimento 5 Stelle e responsabile delle Politiche economiche e fiscali, rivolge al Governo Meloni, chiedendo chiarimenti sulla destinazione delle risorse europee assegnate alla riconversione economica, ambientale e occupazionale di Taranto.
Il parlamentare pentastellato contesta la decisione, contenuta in un decreto del 21 ottobre, di utilizzare una parte consistente dei circa 796 milioni di euro del JTF per finanziare un progetto sull’idrogeno già ammesso alle agevolazioni nazionali.
Secondo Turco, il rischio è che i fondi europei destinati alla transizione del territorio vengano utilizzati in sostituzione di finanziamenti statali già previsti, riducendo così le risorse complessivamente disponibili per altri interventi di sviluppo.
«Il Just Transition Fund non può diventare il bancomat del Governo Meloni per coprire altri impegni finanziari dello Stato», afferma il senatore, precisando di non essere contrario all’idrogeno verde, purché siano garantite la tutela ambientale e sanitaria e non vengano sacrificate altre opportunità economiche e occupazionali.
Turco richiama anche i ritardi accumulati nell’attuazione del programma, sottolineando come le risorse europee destinate a Taranto durante il Governo Conte II non abbiano ancora prodotto i risultati attesi in termini di investimenti e nuovi posti di lavoro.
Su questo punto il parlamentare chiama direttamente in causa il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, ricordando che l’Autorità di Gestione del JTF fa capo alla Presidenza del Consiglio.
«Non si possono scaricare sugli enti territoriali tutte le responsabilità dei ritardi accumulati», sostiene Turco, chiedendo al Governo di documentare quali risorse siano effettivamente a rischio di perdita per mancata rendicontazione e quali iniziative siano state adottate per evitarlo.
Il senatore sollecita inoltre chiarimenti sul destino di altri investimenti annunciati per il territorio ionico, richiamando i casi Ferretti e Renexia, il Tecnopolo del Mediterraneo e l’hub dell’eolico offshore, oltre alle altre opportunità che, a suo giudizio, sarebbero state compromesse o ridimensionate.
La richiesta di chiarimenti è stata formalizzata anche attraverso un’interrogazione parlamentare, con la quale Turco sollecita risposte sulla destinazione degli originari finanziamenti statali, sull’eventuale ripristino delle risorse sostituite e sulla salvaguardia degli interventi già programmati.
Una questione che il parlamentare considera particolarmente urgente alla luce della crisi dell’ex Ilva e delle difficoltà che coinvolgono migliaia di lavoratori e imprese dell’indotto.
«Taranto non ha bisogno di uno scaricabarile istituzionale, ma di risorse aggiuntive, nuovi posti di lavoro e una vera riconversione economica, sociale e culturale», conclude Turco, chiedendo al Governo garanzie concrete sul futuro dei finanziamenti destinati alla provincia ionica.

