Dallo spaccio ai patrimoni nascosti: confiscabili beni per milioni nel Sud Salento. Video

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Nuovo sviluppo nell’inchiesta antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Dopo gli arresti e il sequestro di oltre 1,2 milioni di euro eseguiti lo scorso ottobre, la Guardia di Finanza colpisce i patrimoni ritenuti incompatibili con i redditi dichiarati dagli indagati. Nel mirino anche una società cooperativa sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione nei confronti di quattro persone di origine salentina, tra cui un imprenditore. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica.
L’operazione è stata condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.
Il sequestro rappresenta un ulteriore sviluppo dell’indagine che il 7 ottobre scorso aveva portato alla disarticolazione di un presunto sodalizio criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti nel basso Salento. In quella circostanza erano state eseguite dodici misure cautelari personali e sequestrata la somma di 1.267.125 euro in contanti, ritenuta dagli investigatori provento dell’attività di spaccio.
Dopo la fase repressiva, gli accertamenti si sono concentrati sulla situazione economica e patrimoniale delle persone coinvolte nell’inchiesta. Le investigazioni svolte dai finanzieri hanno consentito di ricostruire la disponibilità di beni e risorse finanziarie ritenute sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati. Gli approfondimenti sono stati effettuati anche attraverso il sistema informatico “Molecola”, sviluppato dal Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata (SCICO) della Guardia di Finanza, che permette di aggregare e analizzare informazioni di natura economica e finanziaria.
Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione della cosiddetta confisca “per sproporzione”, disponendo il sequestro di denaro contante, autovetture e immobili di pregio.
Tra i beni sottoposti a vincolo figura anche una villa con piscina.
Sotto sequestro anche una cooperativa
Tra gli aspetti più rilevanti del provvedimento emerge il coinvolgimento di una società cooperativa con sede a Melissano, operante attraverso un esercizio commerciale.
L’intero patrimonio aziendale della cooperativa è stato sottoposto a sequestro e la società è stata affidata a un’amministrazione giudiziaria, che ne curerà la gestione secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.

L’operazione si inserisce nelle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, con l’obiettivo di sottrarre risorse economiche alla criminalità organizzata.