Dai “Sarcofagi del Re” al presunto Porto di Manduria: il Rotary Club riscopre i tesori del litorale. Video
Le antiche rotte del commercio e della cultura nel periodo greco-romano, i preziosi ritrovamenti archeologici e le prospettive di valorizzazione di un patrimonio ancora in parte da scoprire sono stati al centro dell’incontro culturale dedicato al tema “Il litorale manduriano”, promosso dal Rotary Club Manduria, Distretto 2120.
L’appuntamento, coordinato dal professor Stefano Vinci, ha visto gli interventi del dottor Arcangelo Alessio e del dottor Antonio Marseglia, che hanno illustrato il ruolo strategico della fascia costiera manduriana nel corso dei secoli, evidenziandone la ricchezza storica e archeologica.
Particolarmente interessante la relazione del dottor Antonio Marseglia, che ha ripercorso una delle scoperte più significative avvenute lungo la costa tra Campomarino e Torre Ovo, in località “Commenda”, nota anche come la cosiddetta “spiaggia dei nudisti”. Attraverso un video realizzato nel 1997, lo studioso ha mostrato i resti affiorati in seguito a una violenta mareggiata, riportando l’attenzione su un sito che da anni suscita l’interesse di archeologi e ricercatori.
Secondo alcune interpretazioni avanzate da diversi studiosi, quei resti potrebbero appartenere all’antico Porto di Manduria, ipotesi che, se confermata, contribuirebbe a ricostruire ulteriormente il ruolo centrale svolto dal territorio nelle reti commerciali del Mediterraneo antico.
L’incontro ha tuttavia allargato lo sguardo all’intero litorale tarantino, caratterizzato dalla presenza di importanti testimonianze storiche e archeologiche che rappresentano non solo una memoria del passato, ma anche una potenziale risorsa per il futuro. La valorizzazione di questo patrimonio potrebbe infatti offrire nuove opportunità di crescita culturale e turistica, generando ricadute positive per l’economia locale.
Un percorso nel quale il Rotary Club Manduria crede fortemente, sostenendo il processo di crescita culturale che la città sta portando avanti negli ultimi anni e che trova una significativa espressione nella candidatura di Manduria a Capitale Italiana della Cultura 2029.
L’iniziativa si è così trasformata in un’importante occasione di riflessione sull’identità storica del territorio, confermando come la conoscenza e la tutela delle proprie radici possano rappresentare un elemento fondamentale per costruire nuove prospettive di sviluppo.

