Taranto: Operazione “Liberty”, spacciavano in scooter. Nomi e foto

Sono otto le ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Taranto dott.ssa Vilma Gilli ed eseguite all’alba dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa del N.O.R. della Compagnia di Taranto. In manette otto spacciatori individuati al termine di una complessa e articolata indagine svolta dai militari dell’Aliquota Operativa, sotto la direzione del Sostituto Procuratore dott.ssa Giovanna CANNARILE. Spaccio continuato in concorso di sostanza stupefacente del tipo hashish, cocaina e marijuana è il reato contestato agli indagati. Destinatari dei provvedimenti restrittivi i tarantini Cosimo Capriulo, 26enne, Luigi Caffio, 23enne, Antonio Simonetti, 31enne, Antonio Saracino, 33enne, condotti in carcere; e Anna Blè, 34enne tarantina, Giuseppe Grieco, 32enne leporanese, Emanuele Marilli, 27enne tarantino, Gennaro Oriunto, 29enne napoletano, sottoposti invece agli arresti domiciliari. Nome in codice dell’operazione “Liberty”. I militari, in seguito a osservazioni, controlli, pedinamenti, perquisizioni e intercettazioni telefoniche, hanno scoperto l’esistenza di una rete di spaccio dello stupefacente, composta da gruppi delinquenziali che, pur se con rapporti reciproci d’affari, agivano in modo autonomo nella gestione dello spaccio. Tale mercato della droga si sviluppava nel settore meridionale della città di Taranto, in particolare nelle borgate di Talsano, Tramontone, Lama e Gandoli.
Il canale di approvvigionamento, per quel che concerne l’hashish era partenopeo, assicurato da un giovane napoletano, trasferitosi per un certo periodo a Taranto con la propria madre, in seguito alla pregressa detenzione nel capoluogo jonico, del padre considerato elemento di spicco legato ad organizzazioni camorristiche. La cocaina invece che proveniva dal vicino quartiere Tamburi era smerciata successivamente in singole dosi.
Per indicare la compravendita della droga gli indagati utilizzavano tra di loro un linguaggio convenzionale, tentando di sviare i controlli delle Forze dell’Ordine. “Felpe, tavoli, focaccia, fogli, orologi e auto da ricoverare in officine” erano i termini utilizzati come riferimento alla merce che gli spacciatori intendevano cedere ai loro clienti. Ovviamente nessuno degli indagati svolgeva attività legata alla commercializzazione di quei generi di materiale. Gli inquirenti hanno riscontrato una particolare spregiudicatezza nel corso di intercettazioni legate alle cessioni di droga da parte del principale indagato. In soli tre mesi di attività sono stati documentati ben 67 episodi di spaccio. Circa due i chilogrammi di stupefacente sequestrato tra hashish, marijuana e cocaina, con quattro arresti in flagranza di reato e varie denunce a piede libero.
La particolarità che accomuna gli otto indagati è l’utilizzo dello scooter Piaggio “Liberty”, (di qui il nome dell’operazione) quale mezzo di trasporto per assicurarsi veloci spostamenti per la consegna della droga, che effettuavano anche donne e minori, coinvolti a pieno titolo nell’attività.
Gli otto arresti, nei confronti di persone tutte con precedenti specifici, sono stati eseguiti a Taranto e Marcianise, in provincia di Caserta. Più di venti gli indagati.

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