Omicidio Salati. Condannati i mandanti: ergastolo per Pasimeni, 12 anni per Penna

Brindisi – La Corte d’Assise di Brindisi ha condannato all’ergastolo il boss della Sacra Corona Unita Massimo Pasimeni e a 12 anni di reclusione il pentito Ercole Penna, entrambi di Mesagne, accusati di omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso. I due imputati sono stati ritenuti i mandanti della violenta aggressione di cui rimase vittima il 62enne Giancarlo Salati, detto ‘Menzarecchia’, massacrato a bastonate nella sua abitazione il 16 giugno del 2009 e morto in ospedale il giorno dopo.
Si trattò di una spedizione punitiva decisa dopo che il padre di una ragazzina aveva riferito a Pasimeni che Salati aveva importunato la figlia, ma anche per vecchi rancori legati a questioni private e per rafforzare l’immagine di “giustiziere” del boss oltre che la sua autorevolezza in ambiti criminali
I pm Alberto Santacatterina della Dda di Lecce e Valeria Farina Valaori della procura di Brindisi avevano chiesto per Pasimeni proprio il carcere a vita e per Penna, in considerazione delle attenuanti previste per i collaboratori, nove anni di reclusione. Gli avvocati del boss ne avevano chiesto, invece l’assoluzione o in subordine la riqualificazione dell’accusa in omicidio preterintenzionale. Per lo stesso delitto il 23 luglio sono state condannate altre tre persone dal gup di Lecce, Cinzia Vergine, al termine di un processo con rito abbreviato: ritenuti gli esecutori materiali sono stati condannati a 30 anni di reclusione Vito Stano e Francesco Gravina, e a 10 anni l’altro pentito, Cosimo Giovanni Guarini.
Al Comune di Mesagne (Brindisi), unica parte civile nel processo, è stato riconosciuto il risarcimento dei danni che andrà determinato in sede civile.

trib.brindisi

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