Seduta fiume alla Camera per DL Dignità. Giovanni Luca Aresta sintetizza i provvedimenti

Si lavora sino a tarda ora alla Camera dei Deputati sul decreto-legge dignità per ridare dignità e lavoratori a tornare a fargli progettare il proprio futuro. Il portavoce Giovanni Luca Aresta in un post sintetizza i punti salienti del provvedimento. “In buona sostanza, con la conversione in legge del decreto, si prevede:
1. Vita breve per i contratti a termine che senza una giusta causa non potranno avere una durata superiore a 12 mesi rispetto ai 36 mesi previsti dalla anteriore normativa.
2. Dopo i 12 mesi, il contratto a termine si può rinnovare soltanto per un massimo di ulteriori 12 mesi ma con l’obbligo di indicare la causale. La durata massima in presenza quindi di una giusta causa non può essere superiore a 24 mesi
3. La possibilità di prorogare i contratti a termine diminuisce da 5 a 4 volte
4. Anche ai lavoratori interinali si estendono le nuove misure contro il precariato in particolare viene introdotta questa tipologia contrattuale il vincolo della causale la normativa prevista per i rinnovi e per le proroghe
5. Il termine per impugnare il contratto attualmente di 120 giorni viene esteso fino a 180 giorni.
6. Renderemo sempre più costoso il ricorso al contratto a termine. Abbiamo previsto un aumento dello 0,5% dei contributi addizionali per ogni rinnovo
Stop ai licenziamenti selvaggi
Il decreto legge dignità prevede un aumento del 50% dell’indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati ovvero dalle attuali 4 mensilità si passa ad un minimo di 6. In caso di licenziamento ingiustificato l’indennizzo per il lavoratore può arrivare fino a 36 mensilità. Insomma più tutele per i lavoratori senza penalizzare gli imprenditori onesti”

“Mi pare davvero non sia poco e mi sento di dire – commenta l’Avv. Aresta – che in poco più di 60 giorni stiamo cambiando le sorti del Paese. Pertanto, portate pazienza. I risultati li potrete apprezzare solo a lavoro finito. Forza e coraggio perché siamo e saremo sempre alleati dei cittadini.
La decretazione d’urgenza non è lo strumento idoneo per dibattere sul tema che va lasciato alla discussione in sede parlamentare”
Ed infine rimarca – “Gli attacchi del PD sull’articolo 18 sono del tutto strumentali. Fa davvero sorridere il fatto che è questa sinistra sia la stessa sinistra che attacca il governo sui diritti dei lavoratori, gli stessi diritti che loro hanno abbattuto a colpi di fiducia.”

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