Rifornivano di armi i clan della provincia: 5 arresti nel brindisino.

Brindisi – Sono quasi tutti pregiudicati, anche per reati associativi, i destinatari delle cinque ordinanze di custodia cautelare, quattro in carcere ed uno agli arresti domiciliari, eseguite all’alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontane a Brindisi, Taranto e Lecce. I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, sono stati notificati a: Giancarlo Capobianco, detto ‘Zio Carlone’, 50 anni, di Francavilla (già detenuto a Lecce); Francesco Gravina, detto ‘Gabibbo’, 34 anni di Mesagne (già ai domiciliari); Vito Stano), detto ‘Malombra’, 44 anni di Mesagne, (già detenuto a Taranto); Nicola Destino, 25 anni, di Mesagne(già detenuto a Lecce). Ai domiciliari è finito invece Nico Passiante, 21 anni , incensurato di Francavilla, l’unico cui non viene contestato il reato associativo, l’articolo 416 bis del Codice penale.
Sono tutti accusati di porto, trasporto, detenzione, traffico illegale di armi clandestine, comuni e da guerra, di ordigni esplosivi tipo bombe a mano ‘ananas’ e ricettazione con l’aggravante di aver favorito la Sacra Corona Unita.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il gruppo avrebbe rifornito di armi i clan di Mesagne e di Francavilla .
L’operazione, denominata ‘Scacco agli Imperiali’ è il risultato di un’indagine svolta dal sostituto procuratore della Dda di Lecce, Alberto Santacatterina e originata da quelle condotte, dal sostituto della Procura ordinaria di Brindisi, Raffaele Casto, a partire da novembre 2010, per far luce sull’omicidio del giovane incensurato Francesco Ligorio e il tentato omicidio di Nicola Canovari .
Proprio partendo dall’arma usata per quel delitto, un kalashnikov, gli investigatori sono riusciti, nel febbraio 2011, a risalire a un gruppo di giovani francavillesi, tra cui alcuni con precedenti, che avevano la disponibilità di varie armi, fra le quali due kalashnikov compatibili con quello usato nel grave fatto di sangue. Localizzato il nascondiglio, sono riusciti anche a sequestrare una parte delle armi in suo possesso: un fucile mitragliatore Ak 47, in ottimo stato di uso e perfettamente lubrificato; un fucile semiautomatico marca Bernardelli, tipo doppietta, con canne mozzate e calcio asportato, perfettamente conservato e lubrificato; una carabina, con matricola abrasa, perfettamente conservata e lubrificata; munizioni per tutte le armi.
Il successivo arresto, avvenuto il 25 ottobre 2011 con l’operazione “Terminator”, dei componenti del gruppo, ha permesso il riscontro di alcune dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia che indicavano, in maniera concordante, indipendente e specifica, che le armi rinvenute dai carabinieri di Francavilla Fontana il 15 febbraio del 2011, altro non erano che parte delle armi acquistate da Zio Carlone e messe a disposizione del clan dei Mesagnesi o della frangia dei Francavillesi. Ulteriori indagini, grazie al monitoraggio degli spostamenti e dei passaggi di mano delle armi (fra cui figuravano anche delle bombe a mano di tipo ‘ananas’ mai rinvenute dagli inquirenti) hanno permesso di delineare in maniera univoca la provenienza, la paternità e la finalità delle armi rinvenute, esclusivamente a vantaggio del sodalizio mafioso.
La Dda indaga su altre sette persone, non destinatarie di misure cautelare.

 

 

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