Manduria. Via libera del Consiglio comunale al regolamento sui beni confiscati.

Via libera del Consiglio comunale di Manduria al Regolamento sui beni confiscati.


Manduria è la seconda città della provincia di Taranto (preceduta solo dal capoluogo) per numero di beni immobili sequestrati alla criminalità organizzata, beni sottratti alla disponibilità delle mafie o frutto delle varie forme di criminalità economica e finanziaria (dal riciclaggio all’usura, dal caporalato alle ecomafie) e di corruzione. Beni che da anni attendono di essere recuperati e messi a disposizione della comunità per scopi sociali.

Notevole è il contributo che tali beni potrebbero apportare alla ripresa post pandemia  se fossero restituiti rapidamente alla collettività per la realizzazione di interventi  a sostegno dei diritti all’abitare, alla salute pubblica, alla sostenibilità ambientale, al lavoro dignitoso ed ai percorsi educativi e culturali.

Proprio a tale scopo nei giorni scorsi il Comune di Manduria si è finalmente dotato di un Regolamento per la gestione dei beni confiscati alla mafia. Uno strumento, finora inesistente, che disciplina le modalità, i criteri e le condizioni per la destinazione e l’utilizzo di questi immobili con l’obiettivo di conseguire il pieno utilizzo degli stessi e di creare opportunità di sviluppo per la città.

   Il regolamento, che  si compone di 21 articoli ed è strutturato in conformità alle finalità del vigente Codice delle leggi Antimafia e delle misure di prevenzione decreto legislativo n.159 del 2011 e successive modificazioni e integrazioni. 

Tale regolamento disciplina inoltre le finalità e la concessione in uso gratuito e non degli immobili acquisiti al patrimonio comunale che verranno assegnati a mezzo di selezione  pubblica, secondo le modalità presenti nel regolamento e secondo quanto specificato nel bando pubblico. I fini stabiliti dalla norma si suddividono in: uso istituzionale,  uso abitativo, fini sociali e fini locativi. I beni non assegnati per questi fini, potranno essere destinati ad attività lucrative salvo che i relativi proventi vengono impiegati esclusivamente per finalità sociali.

 

 

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