Manduria: Si assenta da scuola per recidiva dell’endometriosi, sospesa per mancato obbligo vaccinale.

Sono un’insegnante, ma prima sono una donna affetta da una patologia cronica subdola e invalidante quale l’endometriosi di un grado severo ed infiltrante.

Non è stato facile accettare di dover convivere con questa malattia quando ero giovanissima e con una intera vita da programmare e da vivere. All’inizio è stato molto brutto avevo tanta rabbia. Ma poi l’ho stretta a me, l’ho abbracciata, perché io non ero la malattia ma la malattia era parte di me. Continuare ad odiarla non era giusto, mi facevo male da sola…”

Inizia così il racconto di un’insegnante manduriana che, da tempo, convive con questa malattia ma che ora, a causa della burocrazia imposta dalla normativa del periodo di emergenza covid, di fatto non può più tenere sotto controllo effettuando i necessari esami di routine.

La mia vita è cambiata dopo i primi tre interventi e dopo essere andata avanti e dietro per più di un anno dal reparto di oncoematologia del Moscati di Taranto. Finalmente dopo tanta sofferenza una notizia bellissima: il primo settembre 2005 sono entrata di ruolo come docente nella scuola dell’infanzia. Mi sono buttata a capofitto nel lavoro nonostante recidive della malattia ritornassero ogni volta più forti ma non ho mai mollato perché ho sempre amato il mio lavoro ed ho sempre creduto nella scuola come un’istituzione importantissima dopo quella della famiglia. Ho creduto questo fino al 31 dicembre 2021 il giorno in cui tutto il mondo mi è crollato addosso. La malattia è ritornata a distanza di quasi 4 anni dall’ultimo brutto, bruttissimo intervento. La notizia mi viene data il 9 dicembre e con il consiglio del mio medico comunico alla scuola che mi dovrò assentare. I giorni passano, arriva il famoso tanto temuto 15 dicembre (data in cui la dirigente dell’Istituto Comprensivo presso il quale presta servizio richiedeva la documentazione attestante l’assolvimento dell’obbligo vaccinale ndr.)

Come risposta invio il differimento previsto dall’articolo 4 Ter del DL.44/2021 come novellato dal DL.172/2021 che prevede che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative o dei soggetti obbligati. Ma io non sono al lavoro!!” – evidenzia l’insegnante che aveva già notificato il precario stato di salute. 

Per tutta risposta, il fatidico 31 dicembre mi arriva la sospensione del rapporto di lavoro. Non solo l’ennesima recidiva della malattia. Non solo la paura dell’ignoto, no. Anche la sospensione, nonostante certificati su certificati inviati in segreteria.”

La situazione diventa sempre più difficile come ben si può comprendere: “Senza uno stipendio resta l’affitto da pagare, le bollette, ma anche la batteria per le protesi e l’impianto cocleare di mia figlia che ha una disabilità neurosensoriale non indifferente. Quindi, non solo il danno…ma pure la beffa. La dirigente non ha mai preso in considerazione la richiesta di annullamento della sospensione in autotutela inviata dal mio legale.”

E.F. è disperata e non sa come andare avanti per contrastare la malattia e sostenere la sua famiglia- “Ho degli esami da fare e non tutti sono in convenzione, ma devo farli. E poi, c’è Verona. Sono in cura lì e non potrò andarci perché non ho i soldi per poter affrontare il viaggio e la permanenza necessaria per eseguire i test.

Chi interviene in questi casi? Non basta la solidarietà occorrono atti concreti. La scuola potrà fare un passo indietro? Le Istituzioni interverranno? Lo Stato non può abbandonare così i cittadini proprio nei momenti più difficili…

 

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