Manduria: lavori al Parco Archeologico grazie alle “sponsorizzazioni”

Lungo la recinzione del Parco Archeologico di Manduria potrebbero presto essere affissi cartelloni pubblicitari dei privati che intendono “sponsorizzare” alcuni lavori necessari per tenere pulito il parco. L’iniziativa è dell’Assessore ai Beni Patrimoniali, Gianluigi De Donno, che di concerto con quello ai Beni Culturali, Angela Moccia intende intraprendere nuove forme di collaborazione con enti pubblici, operatori istituzionali e soggetti economici privati per la gestione ordinaria del Parco Archeologico che rappresenta, in uno alle risorse naturalistiche dell’entroterra e della zona costiera nonché all’enogastronomia, il principale attrattore culturale del territorio manduriano. In questo caso si tratta di effettuare lavori di diserbo delle infestanti che hanno invaso la gran parte dell’area archeologica.
Tale lavoro, come indicato dalla Soprintendenza, deve essere svolta da ditta di comprovata esperienza in ambito archeologico che è stata già contattata dagli uffici comunali. La ditta – spiegano nella comunicazione – ha offerto la disponibilità ad eseguire i lavori necessari ad un corrispettivo ridotto, purché venga consentito alla stessa di avere a disposizione degli spazi, lungo la recinzione, dove collocare — per un tempo determinato – del materiale informativo sull’attività aziendale.
Per quanto riguarda la residua parte del prezzo dell’intervento di diserbo, l’Amministrazione Comunale invita anche altre aziende interessate ad avvalersi di tale opportunità, a manifestare la volontà di concorrere alla spesa, concordando con il Settore Patrimonio — nel più breve tempo possibile – le forme ed i modi della sponsorizzazione.
Le ben note ristrettezze finanziarie degli enti locali, infatti, rendono imprescindibile l’apporto partecipativo di tutti coloro che vedono nell’offerta culturale un volano per lo sviluppo dell’economia e del turismo, quest’ultimo svincolato da flussi esclusivamente stagionali. Tutte le iniziative e le proposte formulate dovranno, comunque, essere assentite dalla competente Soprintendenza per i Beni Archeologici di Taranto.

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