Manduria: canile sanitario come la tela di Penelope?

A che punto siamo con i lavori “infiniti” del Canile Sanitario? A chiederlo alla locale Amministrazione Comunale è Manduria in Più che torna sull’argomento ad un anno dalla pubblica iniziativa e da una petizione di firme. Lunedì scorso i componenti del coordinamento cittadino hanno incontrato l’assessore Notarnicola chiedendo quando saranno ultimati i lavori della struttura di via per Sava. E’ così che si è appreso che il motivo dei ritardi è dovuto a delle migliorie da apportare ai box di nuova costruzione che ospiteranno i cani per la degenza richiesti dal servizio Veterinario dell’Asl, adeguando le coperture dei box a quelle che sono le normative vigenti. L’assessore Notarnicola ha dato indicazione ai tecnici comunali sulla massima priorità a questi lavori così da giungere quanto prima alla riapertura del canile ormai da troppo tempo rimandata. Manduria in Più ha colto l’opportunità di esporre altre problematiche legate al randagismo non meno importanti:-per esempio l’assurda mancanza di una polizza assicurativa che copra l’amministrazione da eventuali danni provocati dai cani liberi di proprietà del Sindaco e la mancanza di reimmissione sul territorio dei cani mansueti sterilizzati o sottoposti a cure da parte del servizio veterinario e che, di conseguenza, finiscono nel canile-rifugio privato con ulteriori esborsi per le casse comunali e infine la persistente assenza di convenzione con una Clinica Veterinaria dove poter ricoverare i cani bisognosi di cure specialistiche a prezzi inferiori di quelli attualmente praticati. Infatti, ad oggi, questi continuano ad essere ricoverati a prezzo pieno nella clinica Croce Azzurra che vanta ormai un credito di circa 35.000 Euro.
A tal fine il movimento politico evidenzia che la mediazione portata avanti dal movimento qualche mese fa “…che avrebbe fatto risparmiare al comune almeno metà dell’importo è andata a farsi benedire per volere dell’amministrazione”.
Affrontato anche il delicato argomento delle adozioni fuori regione effettuate dai volontari locali, più volte sotto mira, perché qualcuno nutre dei dubbi sulla bontà degli affidanti e quindi sul futuro dei cani. “La raccolta fotografica portata all’attenzione dell’assessore ha fatto si che i dubbi fossero fugati, – afferma Manduria in Più e spiega ancora – tra l’altro se il Sindaco volesse davvero capire dove vanno i cani randagi recuperati dal suo territorio e dati in affido a famiglie del nord, grazie al grande lavoro fatto dai volontari, ha tutti gli strumenti per fare le dovute verifiche.”

Nonostante tutto i componenti del movimento sembrano ottimisti e sperano di portare presto a casa risultati importanti sebbene il pressing sia iniziato già ormai da un anno. A ridare fiducia è stato l’impegno da parte dell’assessore Notarnicola di approfondire tutti i temi trattati e di ricercare una soluzione per ognuno di essi. Intanto il movimento ha rinnovato la propria disponibilità a collaborare con l’ente per qualsivoglia problematica legata al tema del randagismo.

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