Manduria. A. Capogrosso: “incarico legittimo e compatibile ma…rinuncio, scelgo la strada della serenità personale, professionale e politica”

Con riferimento all’incarico di RSPP del Comune di Manduria, a causa delle incessanti ed ingiustificate polemiche sollevate sui social , nelle note stampa e da una parte dell’opposizione, mi vedo costretto a fare alcune precisazioni, spero definitive, a tutela del mio ruolo professionale, della mia sensibilità politica e della mia reputazione etica.

Appare doveroso precisare innanzitutto cosa si intenda per RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione), in un’azienda e, nel caso specifico, in un Ente Pubblico. L’RSPP è una figura obbligatoria, prevista dal D. Lgs. 81/08, in possesso di specifiche capacità e requisiti professionali. Egli è un consulente tecnico, senza poteri decisionali o di spesa, di supporto alla figura del Datore di Lavoro nelle scelte in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ad esclusiva tutela dei dipendenti.

Nell’Ente pubblico, ammonisce l’art. 2, co.1, lett. b), datore di lavoro è il dirigente “al quale spettano i poteri di gestione”, e che individua l’RSPP con i criteri e le modalità che ritiene più opportuni, anche, semplicemente, sulla base di un rapporto intuitu personae (fiduciario), senza cioè, necessariamente, passare attraverso un bando pubblico, dal momento che siamo in presenza di un obbligo (per il datore di lavoro / dirigente) non delegabile (ex art. 17 D. Lgs 81/08 ), il cui inadempimento costituisce reato penale.

Il datore di lavoro del Comune di Manduria, nel caso specifico, ha inteso, pur non essendovi obbligo, di bandire una gara pubblica, nella quale era stato previsto a base d’asta un corrispettivo di € 24.200,00 complessive nel triennio di affidamento (e non già all’anno, come riportato negli articoli di stampa), e che , al netto del ribasso offerto attestano il compenso a 4.200 euro lorde l’anno, ovvero 350,00 euro lorde mensili. Necessita spiegare a questo punto che, la ratio delle cause di incompatibilità “consiste nell’impedire che possano concorrere all’esercizio delle funzioni dei consigli comunali soggetti portatori di interessi confliggenti con quelli del Comune” (così, Corte Costituzionale, sent. n. 44 del 1997; cfr. anche, e pluribus e tra le ultime, sentt. nn. 450 del 2000 e 220 del 2003). Nel caso specifico dell’incarico di RSPP non vi è alcun modo affinché possa configurarsi un conflitto d’interessi o, addirittura, una compromissione dell’imparzialità dell’azione amministrativa nell’esercizio di questa funzione, in quanto l’attività dell’RSPP e l’attività posta in essere dal datore di lavoro non sono materia di competenza consiliare poiché non rientranti nell’art. 42 del TU EL. Tratta si quindi, di un ruolo di natura meramente consulenziale il cui rapporto non è diretto con l’Ente (Amministrazione o Sindaco), ma con il solo Datore di Lavoro che, pertanto, resta unico responsabile dell’attività in quanto unico detentore di autonomi poteri di decisione, di spesa e di garanzia.

L’interpretazione logica, sistematica e letterale della normativa non lascia, quindi, alcun dubbio in merito al carattere dell’incarico e alla compatibilità dello stesso. Tengo in fine a precisare, che il sottoscritto si era anche reso disponibile nei confronti dell’Ente, a svolgere l’incarico rinunciando completamente al compenso economico, ciò al fine anche di eliminare ogni eventuale rilievo in tal senso. Questo è il perimetro degli elementi tecnico / normativi che presidiano la vicenda, e allora la decisione ricade su di me.

Premesso che sono innanzitutto un professionista, “prestato” alla politica e che crede nella politica come dovere civile, che mi sono candidato in questa tornata elettorale con la voglia di dare il mio contributo per la Città e che non sono alla ricerca di poltrone da occupare quali che siano, ho deciso di rinunciare all’incarico non ancora formalmente affidatomi, ribadendo, tuttavia, ancora una volta, e a gran voce, l’assoluta legittimità e compatibilità dello stesso.

Nonostante infatti, le certezze sull’assenza di qualsiasi causa di incompatibilità, anche confermata ed avallata in un parere legale, sottoscritto sia dal Segretario Generale che dall’Avvocatura Comunale (interpellati al riguardo dal dirigente/datore di lavoro e nel quale sono state contemplate tutte le possibili ipotesi di incompatibilità previste dall’art. 63 del TUEL ), scelgo la strada della serenità personale, professionale e politica, disinnescando l’inaspettata ed infondata attenzione che i social hanno riservato alla questione.

Continuerò invece ad espletare il mio ruolo politico, nel rispetto assoluto del mandato ricevuto dai miei elettori, continuando a lavorare con passione per il bene comune. E, in questa prospettiva, vorrei fare una ulteriore e finale considerazione.

È trascorso qualche mese dall’insediamento della nuova Amministrazione, e non passa giorno che mi veda, mio malgrado, a constatare la circostanza in cui ogni occasione risulti propizia a screditare e attaccare pesantemente l’operato della stessa. Talvolta sono i modi, a volte i tempi, la forma, … insomma, ogni iniziativa che si promuova per Manduria trova, come parti in commedia, qualcuno contrario, pronto a dire: è sbagliata.

Questa è la mia impressione a voler dar credito ai commenti social e alle note stampa, certamente fondamentali nella dialettica politica all’interno di una democrazia viva e vivace, ma che, nella nostra realtà locale appaiono, spesso, inefficaci e distruttivi in quanto dispensatori di strumentalizzazioni non solo politiche. Lo voglio affermare con pacatezza e determinazione, tali strumentalizzazioni sono sterili, generano disorientamento per i miei concittadini spezzando percorsi di competenza professionale e alimentando solo avversione preconcetta col rischio di impedire, ancora una volta, che la nostra Città possa risollevarsi come merita.

Nota del Consigliere Comunale Dott. Ing. Agostino Capogrosso

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