Lizzano: Tracce dell’uomo di Neanderthal nella grotta Sant’Angelo

Una grande quantità di ossa animali appartenuti all’UOMO DI NEANDERTHAL sono stati rinvenuti nella grotta Sant’Angelo che si trova in contrada Barbuzi a Lizzano.

La straordinaria scoperta è stata rivelata dal Sindaco di Lizzano Antonietta D’Oria.
Avevamo già nel nostro Museo un modello del Neanderthal realizzato dal paleoartista Fabio Fogliazza, su studi e scoperte del prof. Marco Peresani, che compaiono nella foto vicino alla vetrina del museo. Oggi gli stessi autori sono stati fra i protagonisti della scoperta. – afferma il sindaco D’Oria – Gli scavi sono stati condotti dall’archeolgo Davide Delpiano, insieme a Fabio Fogliazza e la supervisione del Prof Peresani, su incarico della Università di Ferrara e con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica, dopo il consenso dei proprietari signori Calvi. Un sentito ringraziamento a tutti costoro. Un ruolo fondamentale l’hanno avuto l’associazione Amici dei Musei – Greci e Messapi e l’Amministrazione comunale. Un ringraziamento ai volontari dei Delfini Jonici, che hanno offerto il loro prezioso contributo.”
Secondo il prof. Marco Peresani all’interno della Grotta sono emerse tracce incontrovertibili della presenza dell’uomo di Neanderthal. Il sito rappresenta una unicità nel panorama archeologico pugliese soprattutto in questa parte occidentale della Puglia in quanto tra Taranto a Nardò non vi è stato alcun rinvenimento di tale importanza per età e ricchezza di reperti.  
L’uomo di Neanderthal abitava quella grotta svolgendo le attività quotidiane tipiche dei popoli raccoglitori e cacciatori di 50- 60 mila anni fa. 
Attenderemo gli esiti degli studi degli esperti ed altri interventi di scavo per dare informazioni più dettagliate. Per ora prendiamo atto di questa straordinaria scoperta che avrà sicuramente risvolti di rilievo sulla valorizzazione del territorio e soprattutto sulla conoscenza delle frequentazioni umane nelle nostre contrade in un passato remoto (sicuramente oltre i 50 mila anni fa). -afferma ancora il sindaco D’Oria – Abbiamo riscontrato prove che la grotta è stata frequentata anche dal Neolitico a pochi decenni orsono. Quel luogo ora deve essere amato da tutti e ciascuno di noi dovrà adoperarsi per preservato. Esso rappresenta il santuario dell’evoluzione umana nel nostro territorio e quindi anche delle nostre origini.” 
 

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