Lecce: voto elettorale in cambio di alloggi popolari, 9 arresti e 34 indagati. I nomi

Nove persone sono state destinatarie di provvedimenti restrittivi eseguiti dai militari della Guardia di Finanza di lecce. Due sono finiti in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due con obblighi di dimora e ben altri 34 sono indagati. Si tratta di ex amministratori comunali,
consiglieri comunali, alcuni dei quali ancora in carica, e dirigenti del Comune di Lecce accusati a vario titolo per reati di associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.
Due indagati sono stati arrestati e condotti in carcere, si tratta di Uberto Nicoletti e Nicola Pinto, di 31 e 41 anni, leccesi. Sono entrambi inquilini di alloggi popolari situati nel quartiere Stadio di Lecce, soggetti ritenuti legati alla malavita organizzata, accusati del pestaggio, nel 2015, dell’uomo che nel 2013 con la sua denuncia dette il via all’inchiesta penale. Ai domiciliari sono finiti l’ex assessore e attuale consigliere comunale Attilio Monosi di Lecce (centrodestra), il consigliere comunale pd Antonio Torricelli, di Lecce, l’ex assessore della giunta Perrone Luca Pasqualini di Lecce (centrodestra), il dirigente comunale Pasquale Gorgoni, di Cutrofiano e il 27enne Andrea Santoro, di Lecce.
Obbligo di dimora per Monica Durante e Monia Gaetani, entrambe leccesi, che fungevano – come ipotizzato dagli inquirenti – come “collettore elettorale”, mettevano cioè in contatto gli abitanti della zona 167 della città, considerata l’epicentro del voto di scambio, con gli interessati ad ottenere i voti elettorali.
Misura dell’interdittiva per dirigenti e funzionari dell’ufficio casa Paolo Rollo, di Lecce; Giovanni Puce, di Maglie; Piera Perulli, di Lecce e Luisa Fracasso, di Galatina.
Gli arresti, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, dott. Giovanni GALLO, sono stati richiesti dai Pm Massimiliano Carducci e Roberta Licci nell’ambito di indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce che avrebbero accertato, secondo l’ipotesi di reato formulata dai magistrati, varie
condotte afferenti l’indebita assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica in favore di soggetti non utilmente collocati in graduatoria, l’occupazione abusiva di alloggi resisi disponibili per l’assegnazione nonché l’illegittimo accesso a forme di sanatoria di cui alla Legge Regionale n. 10 del 2014 concesse in assenza dei requisiti richiesti. Tali condotte, che al momento non vedono coinvolti
ulteriori soggetti oltre se non quelli colpiti dall’odierna misura, sarebbero state poste in essere al fine di acquisire il consenso elettorale dei potenziali beneficiari dei pubblici alloggi.

Questi invece i nomi degli altri indagati (tra cui compaiono ex dirigenti ed ex funzionari comunali, oltre a persone ad aver beneficiato indebitamente dell’alloggio) nei confronti dei quali non è stato preso alcun provvedimento: Giuseppe Naccarelli, di Lecce; Sergio De Salvatore, di Lecce; Damiano D’Autilia, di Casarano; Vincenzo Specchia, di Galatina; Diego Monaco, di Lecce; Vanessa Tornese, di Lecce; Rosario D’Elia, di Lecce; Serena Cervelli, di Lecce; Douglas Durante, di Lecce; Antonio Briganti, di Lecce; Luisa Martina, di Lecce; Barbara Cazzella, di Lecce; Raffaele Liccardi, di Lizzanello; Francesca Sansò, di Lecce; Ilaria Decimo, di Lecce; Laura Panzera, di Lecce; Nunzia Brandi, di Lecce; Andrea Mello, di Lecce; Vincenzo Raho, di Lecce; Giovanni Bene, di Lecce; Guido Raffaele, di Lecce; Angelica Camassa, di Lecce; Cristian Elia, di Lecce; Gessyca Palazzo, di Lecce; Guseppe Nicoletti, di Lecce; Salvatore Rizzo, di Lecce; Roberta Murra, di Lecce; Amedeo Scialpi, di Manduria; Fabio Freuli, di Lecce; Stefano Armenta, di Lecce; Piergiovanni Miggiano, di Minervino; Sergio Marti, di Melendugno; Nicolina Pulimento, di Corigliano d’Otranto.

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