Gara d’appalto truccata in cambio dell’assunzione di parenti: cinque indagati

Avrebbero truccato le carte di una gara pubblica per far vincere l’appalto ad una cooperativa amica, in cambio dell’assunzione di parenti.
Per questo la Guardia di Finanza di Ostuni, al termine di una complessa indagine, ha notificato gli avvisi di garanzia, disposti dall’Autorità Giudiziaria brindisina, per reati di corruzione e turbata libertà degli incanti, nei confronti di cinque persone, tra cui Antonio Minna, dirigente dei servizi sociali del Comune di Ostuni, in pensione dal 10 novembre, e dell’assistente sociale Grazia Danese, nonché, rispettivamente, il figlio e la sorella degli stessi, ed il presidente di una cooperativa sociale.
Dalle indagini, partite all’indomani della gara pubblica quando la cooperativa esclusa ha presentato un dettagliato ricorso sottolineando una serie di obiezioni contro l’esito della gara, è emerso che due dipendenti comunali, in qualità di pubblici ufficiali, violando i loro doveri d’ufficio, hanno alterato “fraudolentemente” lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica per la gestione in concessione di un centro diurno socio-educativo (per un impegno di spesa pari ad 1 milione di euro in 5 anni), al fine di escludere, ingiustamente, una cooperativa sociale (precedente gestore) a vantaggio di un’altra.
L’accordo “corruttivo” prevedeva l’assunzione, da parte del presidente della cooperativa beneficiaria, del figlio del dirigente comunale e della sorella dell’assistente sociale.
I risultati dell’inchiesta sono stati condivisi dall’Autorità nazionale anticorruzione, il cui parere è agli atti del fascicolo di indagine. L’intervento delle Fiamme Gialle si inserisce nel quadro delle attività che il Corpo svolge per garantire il rispetto delle regole e salvaguardare la concorrenza leale tra operatori in un panorama nazionale che registra frequenti, analoghe situazioni di cattiva gestione delle procedure di affidamento delle opere pubbliche.

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