Frode fiscale internazionale: sequestrati oltre 11 milioni di euro a tre imprenditori tra Barletta e Trani. Video

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Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani ha disposto un sequestro preventivo da oltre 11 milioni di euro, finalizzato alla confisca anche per equivalente, nei confronti di due amministratori – di diritto e di fatto – e di un socio di imprese coinvolte in una complessa frode fiscale internazionale. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Trani, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani.

Al centro dell’indagine vi sono due società formalmente costituite in Francia ma, di fatto, gestite interamente da Barletta da soggetti residenti nella provincia BAT. Un meccanismo di “esterovestizione” che ha consentito alle imprese di sottrarsi al pagamento delle imposte in Italia, generando un’evasione stimata in oltre 8 milioni di euro, frutto di circa 30 milioni di euro di ricavi mai dichiarati.

Le indagini hanno preso avvio da una richiesta di collaborazione amministrativa proveniente dall’autorità fiscale spagnola, che stava verificando alcune società con sede nella penisola iberica. Da tali controlli è emerso un intreccio di rapporti economici e finanziari con due società francesi, rivelatesi poi mere “cartiere”, e con una società italiana con sede a Barletta.

L’analisi della documentazione acquisita dai Finanzieri ha permesso di ricostruire un sistema in cui le società francesi, solo apparentemente operative all’estero, erano in realtà amministrate da soggetti italiani che ne gestivano ordini, fatturazioni e movimenti di denaro. Il rappresentante legale formale è risultato essere un prestanome, totalmente diretto dall’amministratore di fatto.

Oltre all’evasione fiscale, gli investigatori hanno accertato che l’amministratore di fatto delle società francesi aveva accumulato debiti tributari per oltre 3 milioni di euro, già iscritti a ruolo. Per sottrarsi alla riscossione coattiva dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, avrebbe messo in atto una serie di operazioni fraudolente, tra cui la cessione delle quote sociali a una società inglese (LTD) riconducibile agli stessi soggetti italiani.

La Procura ha contestato il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ritenendo che tali manovre fossero finalizzate a rendere inefficace ogni tentativo di recupero del credito erariale.

L’attività investigativa ha inoltre portato alla luce l’acquisto sospetto di una villa di 12 vani a Trani, del valore di 550 mila euro, da parte di uno degli indagati. L’uomo, privo di redditi compatibili con tale spesa, avrebbe utilizzato fondi provenienti da un conto corrente intestato a una fiduciaria, soggetto solo apparentemente titolare delle disponibilità finanziarie, ma in realtà riconducibili agli indagati.

L’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Trani, si inserisce nel più ampio impegno di contrasto alle frodi fiscali internazionali, fenomeni che – sottolineano gli inquirenti – rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo economico del Paese. L’evasione, infatti, sottrae risorse fondamentali alle casse pubbliche e altera la concorrenza, penalizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.

L’indagine prosegue per definire ulteriori responsabilità e ricostruire l’intero flusso finanziario alla base della frode.