Brindisi: minacce e proiettili in due lettere indirizzate a pm della Dda e ad agenti della Questura

Brindisi – Due buste contenenti ognuna due proiettili calibro 7.65 ed una lettera anonima dal contenuto minatorio sono state intercettate e bloccate nei giorni scorsi dal Centro di smistamento delle Poste di Bari.
Destinatario di una delle buste era Milto De Nozza, magistrato della Procura di Brindisi. L’altra era indirizzata presso Questura di Brindisi, al dirigente della Squadra Mobile di Brindisi, Alberto Somma, all’ispettore capo della sezione Antirapina e Antiracket, Giancarlo Di Nunno, e al sovrintendente Annibale Cucci.
Nelle lettere gli autori farebbero riferimento ad indagini ben determinate formulando minacce ai destinatari e alle rispettive famiglie.
Le buste con il loro contenuto sono state posto sotto sequestro e sono state avviate indagini per individuare i responsabili della pesante intimidazione. Dell’inchiesta si occupano la Dda di Lecce e il sostituto procuratore di Brindisi Savina Toscani.
Intanto in Prefettura si è svolta una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocata dal Prefetto di Brindisi per decidere sulle misure da intraprende a tutela dei soggetti presi di mira.
Non è la prima volta che una simile intimidazione viene rivolta al pm Milto De Nozza che, per lungo tempo applicato all’Dda di Lecce, è impegnato in inchieste e processi delicati contro la SCU: nel novembre 2006 gli venne recapitata una busta contente un proiettile. Nel gennaio 2010 un’altra busta con all’interno tre proiettili e neanche una parola.
Il pm De Nozza, per anni sotto scorta, nel frattempo ha portato a termine numerose inchieste firmando richieste di condanne a carico di esponenti della Scu di Torre Santa Susanna, Brindisi e San Pietro Vernotico. Da qualche tempo De Nozza non si occupa più di mafia ma la sua attività evidentemente continua a procurargli inimicizie a giudicare dalle ultime minacce ricevute dal magistrato e dai suoi collaboratori.
“Potrebbe trattarsi di criminalità organizzata, anzi credo proprio sia l’ipotesi più probabile”. Ha dichiarato in merito alla vicenda il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia Cataldo Motta “Stiamo valutando tutto, a 360 gradi”.
Il procuratore non esclude anche relazioni con gli ultimi episodi criminosi verificatisi a Brindisi dove nei giorni scorsi sono stati sparati colpi di fucile contro la saracinesca del bar del fratello di Giuseppe Passaseo, collaboratore di giustizia, è stata data alle fiamme l’auto della sorella ed è stato gambizzato Enrico Colucci, 59 anni, imputato nel processo Berat Dia.
Il pentito Passaseo ha fornito proprio al pm De Nozza elementi importanti nell’inchiesta sul clan dei fratelli Brandi e su presunte commistioni tra mafia e politica, tra cui anche il coinvolgimento di Massimiliano Oggiano, consigliere comunale, assolto in primo grado da ogni accusa. La prima udienza d’appello del processo Berat Dia era fissata per il 18 ottobre scorso ma è stata rinviata all’8 Novembre prossimo.
Milto De Nozza

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