ASL BR. Bimbo morto dopo parto: intervento eseguito senza alcun ritardo

Brindisi – Un esposto alla Procura della Repubblica di Brindisi è stato presentato dai genitori di un neonato deceduto poco dopo la nascita nel reparto di ostetricia dell’ospedale Perrino: chiedono di fare chiarezza sulle cause della morte del piccolo, di stabilire se vi siano responsabilità dei medici e di appurare se, nel caso in cui si fosse intervenuti prima, si sarebbe potuto evitare il tragico epilogo.
Secondo quanto riferito nella denuncia la partoriente, una donna di 34 anni di Carovigno, è arrivata autonomamente (al nono piano) utilizzando un piccolo ascensore. Una volta nel reparto i medici hanno deciso di trasferirla in barella in sala operatoria (al quinto pianto) per eseguire un cesareo d’urgenza. L’ascensore per portare la donna in barella era però era fuori uso, quindi la 34enne, avvolta nelle coperte e scortata dai vigilantes, avrebbe percorso un tratto esterno del nosocomio da dove avrebbe preso l’ascensore che l’ha portata nel blocco operatorio.
E’ proprio quel ritardo provocato dall’ascensore guasto ad essere messo in relazione dai genitori con il decesso del neonato.
Sulla vicenda interviene il direttore generale della Asl, Paola Ciannamea che nei giorni scorsi aveva denunciato l’anomalo funzionamento degli ascensori attribuendoli ad “atti di sabotaggio” che si ripetono da quando “è cambiata la ditta che si occupa della manutenzione degli impianti”, e inducendo la magistratura ad aprire un’inchiesta con l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio e danneggiamenti.
Secondo quanto riferito dalla direttrice sanitaria, comunque, la morte del piccolo non sarebbe correlata al guasto agli ascensori. “Non ha nulla a che vedere. I tempi tecnici minimi dall’arrivo della paziente fino all’allestimento della sala operatoria e all’inizio dell’intervento, di fatto 35 minuti, sono stati rispettati.”

ospedale perrino br

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