Taranto. Consiglio comunale di Taranto approva mozione su emissioni odorigene Eni

Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità la mozione presentata dalla prof.ssa Lina Ambrogi Melle, consigliere comunale del Gruppo Ecologisti per Bonelli, sulle emissioni odorigene provenienti dall’Eni, ovvero sulle puzze di gas” che costantemente danneggiano la salute e creano molestie.
Esprimendo la propria “soddisfazione e di tutti coloro che lottano a Taranto per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”, la prof.ssa Melle spiega che “tale mozione impegna il Sindaco di Taranto a chiedere al Ministero
dell’Ambiente, in sede di RIESAME dell’AIA all’Eni S.p.A. attualmente in corso , di tener conto dei dati raccolti da Arpa Puglia nel progetto ODORTEL e di inserire nella predetta AIA i LIMITI soglia alle emissioni odorigene per evitare danni alla salute pubblica.
Si chiede inoltre di inserire nell’AIA una rete di monitoraggio in tutta la città con dei campionatori di idrogeno solforato H2S , pericoloso per la tutela della salute umana (in determinate concentrazioni e secondo i tempi d’esposizione) e di riferirsi per tale inquinante ai valori guida indicati dalla Organizzazione mondiale della sanità OMS-WHO e dall’ultima direttiva Seveso III (in cui l’idrogeno solforato è’ stato inserito come elemento pericoloso).
Il sindaco è stato impegnato anche ad adottare, in caso di rilevamento da parte dell’Arpa Puglia di nuovi picchi di sostanze odorigene, apposite ordinanze contingibili ed urgenti finalizzate a contrastare tali fenomeni”.
Nella mozione viene inoltre “espresso tutto il dissenso del Comune di Taranto all’emendamento al bilancio di previsione della regione Puglia per il 2016 che ha prorogato i termini della legge regionale sulle emissioni odorigene, e vengono invitati l’intero Consiglio e la Giunta regionale Puglia ad introdurre nel più breve tempo possibile le norme applicative della legge regionale sulle emissioni
odorigene”.

Sull’argomento è intervenuta anche Anna Rita Lemma.
“Anche ieri mattina ed in modo particolarmente invasivo, – scrive – la città è stata travolta dall’ennesima emissione odorigena che, come certificato dalla rilevazione ARPA da circa due anni, è con estrema probabilità, di provenienza ENI.
Condividiamo completamente il contenuto della mozione già presentata dalla Consigliera comunale dei Verdi. Intollerabile qualsiasi ulteriore attesa in merito agli almeno due interventi possibili: il riesame dell’AIA per l’ENI attualmente in corso con l’introduzione dei limiti insuperabili delle emissioni odorigene e la modifica della norma regionale che vergognosamente, come già evidenziato in Febbraio da Legambiente Taranto, ha rinviato un provvedimento con cui le stesse emissioni dovevano essere regolamentate entro il 2016. Ciò determinerebbe l’immediata e continuativa azione di controllo in difesa della nostra salute”.
“Purtroppo ad oggi- aggiunge – il nostro ordinamento non contempla azioni collettive e ridicola appare la normativa in materia di class action. Chiediamo quindi con forza che i livelli istituzionali rappresentativi della Città, si adoperino nelle sedi opportune: il Sindaco, i Consiglieri regionali ed i Parlamentari – conclude Anna Rita Lemma – battano un colpo e si adoperino in un’azione corale e coordinata perché questa ennesima azione offensiva e dannosa per la nostra salute ed il nostro territorio abbia fine”.

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