Violenza domestica. Roberta Bruzzone a Casarano

La criminologa Roberta Bruzzone sarà a Casarano venerdì 26 febbraio per prendere parte al dibattito dal titolo “Violenza domestica: la patologia dell’amore”.

Ormai, purtroppo, sono all’ordine del giorno fatti di cronaca che vedono tra le vittime di comportamenti patologicamente violenti all’interno dei nuclei familiari i soggetti più svantaggiati o dipendenti come le donne, i bambini o gli anziani. La violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. E’ un tipo di violenza che, poiché nata e maturata tra le mura domestiche, per vergogna e paura, si tende a non riconoscere, a non identificare, per non affrontare, per fuggire dalla realtà con cui si combatte quotidianamente. Da qui l’esigenza di fare il punto e sensibilizzare su questo tema alla presenza di esperti del settore. Insieme a Roberta Bruzzone, nella sala del Castello De Lorenzi di Casarano ci saranno, tra gli altri: Anna Maria Fasano, magistrato della Corte di Cassazione, Roberto Lupo, ginecologo all’ospedale Ferrari di Casarano, Stefano D’Errico, ricercatore in medicina legale (ASL Lucca), il sindaco di Casarano Gianni Stefàno e il presidente del Lions Club Casarano Giuseppe Nuccio. Le conclusioni saranno affidate a Francesco Antico secondo vicegovernatore Lions Distretto 108 AB Puglia. L’appuntamento è alle ore 18.30

“Anche questa iniziativa nasce dalla volontà di riflettere e far riflettere su tematiche di scottante attualità. – ha spiegato il presidente Lions Club Casarano Giuseppe Nuccio – E’ un percorso che abbiamo inteso portare avanti con convinzione, pensando ad una serie di incontri legati ai temi su cui maggiormente si dibatte. Dopo il convegno sull’immigrazione abbiamo avvertito l’esigenza di un evento che focalizzasse l’attenzione su questo drammatico fenomeno. La famiglia, la casa, la propria abitazione dovrebbe essere il porto sicuro per ogni donna, per ogni bambino. E invece a volte così non è. Crediamo che iniziative di questo tipo possano essere d’aiuto e fornire strumenti utili a chi si trova a vivere situazioni simili e che per paura e vergogna nasconde le cicatrici fisiche e dell’anima”.

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